In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, vi racconto della visita alla casa di Anna Frank compiuta nel corso di un mio viaggio ad Amsterdam. Quella stessa casa immortalata in tanti film e documentari. Ancora oggi, a distanza di alcuni anni dalla mia visita, guardare in televisione quei luoghi così carichi di significato, mi commuove immensamente!anne frank (3) Non lasciatevi scoraggiare dalla fila che si comincia a formare già alle prime ore del mattino, nessuno dovrebbe mancare una visita alla casa dove visse Anne Frank, una delle milioni di vittime della persecuzione antisemitica durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Una singola Anne Frank desta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, ma la cui immagine è rimasta in ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere.” Primo Levi, scrittore e superstite di Auschwitz.

Alla salita al potere di Hitler nel 1933, Anna e la sua famiglia abitavano in Germania. A seguito dell’instaurazione del regime antisemitico, i Frank decisero di trasferirsi in Olanda ma anche questo paese, a partire dal 1940, fu occupato dall’esercito tedesco. Così, decisero di entrare nella clandestinità per sottrarsi alle persecuzioni e, il 6 luglio 1942, si trasferirono in un edificio sul canale di Prinsengracht, dove furono raggiunti alcuni giorni più tardi dai van Pels e da Fritz Pfeffer.

Libreria semovibile

Libreria semovibile

L’edificio fungeva anche da sede per l’attività commerciale di Otto Frank mentre ai piani superiori della casa sul retro, cui si accedeva tramite una libreria semovibile costruita appositamente, si nascondevano gli otto clandestini.

anne frank (6)

La clandestinità durò circa due anni, durante i quali Anne scrisse il suo diario, che sarebbe divenuto uno dei libri più venduti al mondo. Il 4 agosto 1944 una telefonata anonima, non si è mai scoperto il nome del traditore, avvertì la polizia tedesca che al numero 263 di Prinsengracht si nascondevano degli ebrei. Gli otto cladestini furono arrestati e deportati in vari campi di concentramento. L’unico a sopravvivere fu Otto Frank, che era stato deportato ad Auschwitz, mentre Anne morì nel marzo del 1945 nel campo di concentramento di Bergen – Belsen.

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All’interno della casa museo troverete solo ambienti vuoti in quanto tutti i mobili erano stati rimossi dal nascondiglio per ordine dei nazisti ed Otto Frank, dopo la guerra, decise che la casa avrebbe dovuto rimanere vuota per ricordare a tutti l’accaduto. Nonostante gli ambienti vuoti, l’atmosfera che si respira è davvero intensa anche grazie all’ausilio di citazioni dal diario, filmati dell’epoca, fotografie, documenti storici con l’esposizione del diario originale di Anne. Per non dimenticare….

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