In occasione della Santa Pasqua, voliamo a Gerusalemme per un viaggio alla scoperta della Basilica del Santo Sepolcro. 

Nel cuore del quartiere cristiano di Gerusalemme si trova la Basilica del Santo Sepolcro, luogo in cui, secondo la tradizione, Gesù morì e risorse. Per arrivare alla Basilica si ripercorrono i suoi stessi passi, lungo la via Dolorosa, un reticolo di stretti vicoli, affollati di pellegrini e mercanti, con le stazioni della Via Crucis a segnare e ricordare gli eventi citati dai Vangeli.

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“Attorno all’anno 33, Gesù di Nazareth è condannato a morte, crocefisso sul monte del Gòlgota e sepolto in una tomba scavata in un vicino giardino. Dopo tre giorni risuscita dai morti. Da questo momento il Sepolcro della Risurrezione diviene il luogo al centro della fede di tutta la cristianità.”

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UN PÓ DI STORIA  – In realtà, questo stesso luogo ha attraversato nei secoli molti momenti difficili. Sotto l’imperatore Adriano il luogo del Gòlgota e il Sepolcro scompaiono sotto la mole del nuovo tempio dedicato a Venere, sotto Costantino viene inaugurato il complesso del Santo Sepolcro che viene però distrutto dall’invasione persiana e dal califfo al Hakim, poi, nel 1099, Gerusalemme è espugnata e il Santo Sepolcro torna ad essere il cuore dell’intera cristianità. Intorno al 1200, però, Gerusalemme è in mano ai musulmani e i luoghi del Santo Sepolcro vengono divisi tra le diverse comunità religiose cattoliche ed ortodosse. La svolta arriva nel 1342 d.C. quando, con una bolla papale, viene affidata la custodia del Santo Sepolcro e degli altri Luoghi Santi all’ordine dei Francescani. Oggi la situazione prevede una gestione congiunta ripartita tra i Francescani, i greci ortodossi e gli armeni.

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Quando si raggiunge la Basilica del Santo Sepolcro ci si ritrova dinanzi all’ingresso che, dai tempi di Saladino, è stato affidato a due famiglie musulmani, in quanto neutrali. Sono loro a possedere la chiave del grande portone d’ingresso e ogni giorno, al mattino e alla sera, si rinnova un rito che vede partecipare i sacrestani delle tre comunità che si mettono d’accordo su chi aprirà e chiuderà il portone. Colui che avrà il diritto di apertura prende la scala e l’appoggia al centro della porta chiusa.

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Una volta entrati la prima cosa che vi troverete davanti è la pietra dell’unzione, che rappresenta la tredicesima stazione della Via Crucis e che viene ritenuta il luogo in cui Gesù venne preparato prima della sepoltura. Poi, salendo una ripida scalinata, si raggiunge il Calvario, il luogo della Crocifissione di Gesù. Questa zona è stata costruita per inglobare la pietra in cui sarebbe stata inserita la croce della crocifissione, pietra che è possibile vedere attraverso un vetro, folla permettendo.

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Ciò che resta del Santo Sepolcro dopo la distruzione ad opera del califfo intorno all’anno 1000, è conservato all’interno dell’edicola sotto la cupola dell’Anastasis. Una volta all’interno ci si ritrova prima nella Cappella dell’Angelo, dove sopra una piccola colonna è custodito un pezzo originario della pietra rotonda usata per sigillare la tomba di Gesù, e poi si entra nella sala più interna, che è il Santo Sepolcro vero e proprio, al cui interno si può vedere, ricoperto da una lastra di marmo, il banco di roccia su cui giacque Gesù Cristo.

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