Siete in partenza per la Cambogia e vi state chiedendo cosa vedere a Phnom Penh in 1 giorno? Ve lo racconto io! La Cambogia è un paese che mi ha conquistato ma il luogo che forse mi ha sorpreso più di tutti è stato la sua capitale.

Non mi aspettavo di trovare una città tanto ordinata, pulita, interessante e accogliente. In effetti, non sapevo nemmeno io cosa aspettarmi quindi la sorpresa è stata lecita. Phnom Penh è una città che porta ancora addosso i segni del suo tragico passato, quel regime di Pol Pot che in tre anni uccise oltre tre milioni di cambogiani, oltre metà della popolazione, per le ragioni più assurde. I Khmer rossi, con Pol Pot alla guida, isolarono completamente il paese, chiudendolo al mondo esterno. Minarono le campagne, rendendole inutilizzabili e mietendo morti e feriti.

Passarono tre anni, tra l’indifferenza generale, prima che il Vietnam decidesse di intervenire. Ancora oggi la Cambogia è un paese ferito, un genocidio non si può cancellare. La generazione di giovani che popola il paese è cresciuta con le ferite del regime. Nonostante la drammatica storia alle spalle, però, la Cambogia ha rialzato la testa e guarda al futuro con orgoglio e speranza.

Phnom Penh è una città che, già dal nome complicato, incuriosisce. Nonostante le tante bellezze architettoniche, è ancora poco conosciuta dal turismo di massa. Sono tante le cose che è possibile vedere a Phnom Penh in 1 giorno, oggi ve ne segnalo alcune:

Il Palazzo Reale e la Pagoda d’Argento

Situato sulle rive del fiume Mekong, il Palazzo Reale della Cambogia ricorda molto quello visto in Tailandia ma con meno turisti. Risalente al 1860, è un bellissimo esempio di architettura Khmer e si compone di ben nove edifici, coprendo un’area di circa 6 ettari. All’interno vive ancora la famiglia reale e quindi diverse zone sono interdette al pubblico ma la parte visitabile è sufficiente per darvi un’idea della sua ricchezza.

Menzione speciale per la Pagoda d’Argento anche conosciuta come Tempio del Budda di Smeraldo. Deve il suo nome al fatto che il pavimento della sala interna è ricoperto da cinque tonnellate di argento scintillante. Alcune delle oltre 5000 piastrelle d’argento sono visibili all’ingresso mentre il resto è coperto per garantirne la salvaguardia. Al centro della sala campeggia il grande budda, una scultura d’oro ricoperta da ben 2086 diamanti, il più importante dei quali ha un peso di ben 25 carati. Le scale che conducono all’ingresso della pagoda, invece, sono di marmo bianco italiano.

Sisowath Quay

Una passeggiata su questo lungo viale che passa davanti al Palazzo Reale e che costeggia il fiume Mekong è d’obbligo a Phnom Penh. È stata una delle prime cose che ho fatto arrivato in città. Non dimenticherò mai la vitalità e la gioia dei bambini e delle tante famiglie riunite in una domenica pomeriggio di agosto che giocano nel parco lungo questo viale, con un tramonto da perdere il fiato. Osservate la vita che scorre davanti e voi e, guardando lungo il fiume, riuscirete a vedere il punto dove il Tonle Sap si incontra con il Mekong.

Il Museo Nazionale di Phnom Penh

Si tratta di uno dei musei più importanti della Cambogia perché racchiude tutta la storia del paese. Io l’ho visitato solo da fuori per mancanza di tempo ma se riuscite fateci un salto. Una visita qui vi permetterà di prendere confidenza anche con quello che andrete a vedere al nord, visitando i templi dell’antica città di Angkor.

Central Market e Phnom Penh Night Market

La città pullula di mercati ma i due citati sono i più importanti. Il primo è al coperto, risale al 1937, e funziona soprattutto di giorno mentre il secondo è all’aperto e come capirete dal nome funziona solo di sera. Oltre ad essere utili per comprare souvenir a buon prezzo, è un ottimo modo per entrare in diretto contatto con la gente del posto, ascoltare le loro storie (qualora riusciate a farvi comprendere!) e trascorrere dei piacevoli momenti.


E adesso veniamo alla parte più dolorosa di Phnom Penh, necessaria da visitare per comprendere la storia del paese e lo spirito dei suoi abitanti:

Tuol Sleng Genocide Museum o prigione S-21

Ve ne parlerò in un articolo apposito. Si tratta dell’antica prigione in cui Pol Pot faceva rinchiudere tutti i suoi oppositori. Quello che oggi è il museo che ripercorre le atrocità compiute dal regime dei Khmer Rossi, 40 anni fa era conosciuto come prigione S-21. Essere rinchiusi in questa prigione significava morte certa. Furono solo 7 le persone trovate ancora in vita quando nel 1979 la prigione venne liberata. Una di queste persone era (ed è) Bou Meng, che ho avuto l’onore e il privilegio di incontrare proprio durante la mia visita.

Campi della Morte di Choeung Ek

Un altro di quei luoghi a cui dedicherò un articolo apposito. Visitare questo che è a tutti gli effetti un campo di concentramento del regime khmer è davvero una botta al cuore. Viene da chiedersi se sia giusto calpestare la stessa terra dove, si presume, si trovano centinaia di resti umani. Viene da chiedersi se sia giusto scattare foto o girare video a fini documentaristici. I campi della morte di Choeung Ek erano la destinazione finale di coloro che venivano imprigionati nella S-21, qui terminava la loro vita. Dalla caduta del regime di Pol Pot sono state scoperte 86 fosse comuni contenenti 8.985 corpi. Si calcola che in totale possano essere state più di 20mila le persone uccise in questo campo.

Insomma Phnom Penh, la capitale del Regno di Cambogia, con i suoi due milioni di abitanti, la sua vivacità, la sua storia e il suo passato, vi aspetta per essere scoperta ed apprezzata!

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