Nuova settimana, nuovo padiglione. La scorsa settimana vi ho raccontato del padiglione austriaco ad Expo Milano 2015, oggi, invece, vi porto a scoprire il padiglione della Svizzera. Se in molti casi abbiamo dato importanza soprattutto all’architettura esterna dei padiglioni, nel caso della Svizzera svolge un ruolo di primaria importanza il messaggio che si vuole lanciare.

“Ce n’è per tutti?” – questa è la domanda che campeggia su una delle 4 torri che compongono il padiglione svizzero e la domanda fa riferimento alle risorse alimentari del pianeta che non sono infinite. La Svizzera, primo Paese ad aver aderito ad Expo Milano 2015, riflette sulla scarsità delle risorse alimentari nel mondo e mostra l’altra faccia dell’abbondanza.

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Il padiglione, infatti, è composto da 4 torri, ciascuna colma di alimenti locali (acqua, mele, sale e caffè), dalle quali il visitatore può attingere liberamente, conscio che esiste un limite alle risorse disponibili e che, superarlo, significa privare gli altri visitatori della stessa possibilità. Le torri, infatti, sono state riempite con una quantità tale da poter soddisfare circa 20 milioni di visitatori per i 6 mesi di esposizione e non verranno ulteriormente riempite. Per salire sulle torri si prende un ascensore e, una volta arrivati in cima, ci si può servire delle quantità desiderate. Man mano che le torri si svuotano, però, le piattaforme sui cui poggiano si abbassano, modificando l’aspetto del Padiglione stesso. Un’idea che definirei geniale e che invita davvero a riflettere sulla distribuzione delle risorse alimentari a livello mondiale. La domanda clou non può che essere: il cibo presente riuscirà a durare fino al prossimo 31 ottobre???

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Al 29 maggio, data della mia visita ad Expo, il quarto piano delle torri era fornito solo di caffè e sale, le mele e l’acqua (in questo caso si prendono i bicchieri da riempire sotto il rubinetto) erano terminati in meno di 15 giorni. Per poter accedere al terzo piano di alimenti bisognerà attendere che i silos raggiungano lo stesso livello.

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La struttura del padiglione comprende anche la Casa Svizzera, dedicata al tema portante dell’acqua, e l’esposizione interattiva di Nestlè che non sono riuscito a visitare ma che mi riservo di fare nella mia prossima visita a fine luglio.

Una volta terminata l’esposizione universale, le torri saranno riutilizzate nelle città svizzere come serre urbane. Inoltre, il 75 per cento del materiale utilizzato nel Padiglione svizzero e nelle sue infrastrutture potrà essere recuperato alla fine dell’evento.

Il National Day della Svizzera è stato lo scorso 18 maggio.

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