Ricercatori, studiosi o semplici appassionati sono concordi nel ritenere di aver trovato le prove del passaggio del Santo Graal al Maschio Angioino. Uno dei castelli più belli di Napoli, voluto da Carlo I d’Angiò nel 1279, nasconderebbe misteri e segreti legati a questa celebre coppa.

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L’idea della presenza del Santo Graal al Maschio Angioino non è soltanto una suggestione affascinante ma è il risultato di ricerche che sono state condotte da alcune associazioni e che hanno riportato alla luce luoghi chiusi e dimenticati del castello. Luoghi restituiti alla popolazione che ora può visitarli, scoprendo qualcosa in più della storia di Napoli. Tre associazioni culturali operanti sul territorio napoletano hanno unito le proprie forze, contribuendo a ricerche, scavi ed indagini.

santo graal maschio angioino

Qualche giorno fa sono stato al Maschio e ho provato in prima persona questi tre percorsi:

IVI (Itinerari Video Interattivi) propone un percorso più esoterico che, sulla base di originali ricerche, partendo dall’Arco di Trionfo, del quale viene messa in luce la simbologia nascosta, conduce nel cortile interno del castello, dove si scopre il legame tra Alfonso d’Aragona, Partenope e Virgilio Mago. Il clou della visita è nella Sala dei Baroni, l’antica Sala del Trono, dove viene svelato al pubblico un mistero che ricollega questa sala alla Cattedrale di Valencia e un singolare fenomeno solare che si verifica in occasione del solstizio d’estate. Luce e pietra usate come scrittura per custodire un importante segreto della Casata Aragonese. Di cosa si tratterà? Scopritelo voi in prima persona!

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L’associazione Timeline propone un itinerario storico che permette di compiere un viaggio nel tempo e nella storia di Napoli. Inizia attraversando l’Arco di Trionfo voluto da Alfonso d’Aragona nel 1443, e prosegue sul camminamento laterale esterno a sud del castello, tra la Torre di Guardia e la Torre dell’Oro. Ci si spinge fin dentro l’antica cannoniera per poi proseguire nelle prigioni, anche queste aperte al pubblico per la prima volta. Qui si trovano la fossa del coccodrillo e quella dei baroni, con i resti di alcuni prigionieri. Perché questi strani nomi? Anche in questo caso, il Maschio Angioino vi aspetta per scoprirlo!

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Infine, c’è spazio anche per l’avventura con l’associazione HK Avventura, che permette di calarsi in un pozzo fino a 30 metri di profondità. Casco, luce e imbracatura per scendere in quella che secondo alcuni era stata la via di fuga scelta da re Carlo mentre secondo altri era semplicemente un pozzo collegato ad una cisterna per garantire l’acqua alla sala dei baroni. Dimenticato sotto un cumulo di detriti, è stato riportato alla luce dai membri di questa associazione la scorsa estate. Avete voglia di una botta adrenalinica? Beh cosa state aspettando?!

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Vi ho parlato di Santo Graal al Maschio Angioino. Ma di cosa si tratta esattamente?

  • Per alcuni era la coppa dove venne conservato il sangue di Cristo quando il suo costato fu trafitto dalla Lancia del soldato romano Longino.
  • Per altri è Sangrèal, il Sangue Reale che univa e sacralizzava alcune dinastie occidentali.
  • O ancora il “Lapis ex coelis”, la pietra che cadde dal cielo quando Lucifero, l’angelo ribelle, precipitò sulla terra.

Vi lascio con un’ultima suggestione. Il mio viaggio alla scoperta dei nuovi percorsi al Maschio Angioino si conclude sotto il Balcone del Trionfo, all’interno del cortile del castello, dal quale si affacciava il Re. Il balcone è costruito su un pozzo, ha una giara posta al suo centro (che rappresenta l’ordine della giara) e poi si apre in un mezzo esagono verso l’alto. Il tutto ha una simbologia ermetica ben pensata. Sarà questo il Graal celato nel Maschio Angioino? A voi la curiosità di scoprirlo in prima persona.

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Le visite sono disponibili tutti i weekend: il sabato dalle 9:30 alle 17 e la domenica dalle 9:30 alle 12:30. La durata dei singoli percorsi si aggira sui 50 minuti circa.

Buona scoperta e buona avventura!