Vi meraviglierà sapere che in Marocco c’è un’altissima concentrazione di cascate, e quindi di fiumi, grazie anche al fatto che d’inverno nevica e, quando in primavera la neve si scioglie, l’acqua va ad ingrossare i vari rigagnoli. E se da una parte abbiamo le cascate d’Ouzoud, che sono tra le più alte del Nord Africa, dall’altra oggi vi porto a scoprire le cascate Setti Fatma, meno importanti ma altrettanto affascinanti.

Anche in questo caso la partenza da Marrakech è molto presto e subito lasciamo dietro di noi la periferia cittadina, inoltrandoci sulle montagne dell’Alto Atlante. La nostra destinazione è verso sud, nella valle d’Ourika, dove scorre il fiume omonimo, risalendo il quale si raggiungono le citate cascate Setti Fatma. Si arriva alla meta in circa due ore di auto, dopo esserci fermati a visitare un vero villaggio berbero ed essere stati ospiti di una casa berbera ( di tutto ciò vi ho già parlato in questo precedente articolo).

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L’intero fiume è attraversato da passerelle o piccoli ponti in legno per permettere alle popolazioni locali di passare da una riva all’altra. Arriviamo in un punto in cui per passare dal lato opposto è necessario superare un ponte tibetano, ma uno vero non di quelli turistici, formati da piccole travi in legno sostenute da un misero fil di ferro, ad una notevole altezza dal fiume. Superato il ponte troviamo alcuni berberi che lavorano il ferro e ci invitano ad entrare nella loro casa, purtroppo, però, il tempo corre e dobbiamo riprendere la strada.

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Dopo circa venti minuti arriviamo nel punto in cui dobbiamo lasciare la macchina, che poi è un po’ il centro del villaggio di Setti fatma, dove in molti si arrangiano come guide e si proporranno di accompagnarvi alle cascate. In realtà potete anche seguire da soli i sentieri irregolari. Così, immersi in una fitta vegetazione piena di antipatico polline, cominciamo la camminata verso le cascate. Non avere le scarpe da trekking rappresenta uno sforzo maggiore nel camminare sulle rocce scivolose bagnate dall’acqua del fiume e una parte del gruppo è obbligata a fermarsi. Per noi altri invece …..avanti tutta!

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Un frigorifero naturale!

Incontriamo le prime cascate, se ne contano circa 7 di diversa portata, arriviamo al bacino dove cade la cascata principale, in realtà è molto piccola, niente a che vedere con le cascate d’Ouzoud, ma nel complesso l’esperienza è entusiasmante. C’è anche chi, preso dall’entusiasmo, decide di farsi un bagno!  Improvvisamente si alza il vento e inizia a piovere, Raduane, un ragazzo del posto che si guadagna da vivere accompagnando i turisti, ci suggerisce di proseguire il cammino per vedere dall’alto il punto d’inizio della cascata e noi ovviamente accettiamo!

Tra un’arrampicata, dislivelli notevoli e diverse scivolate arriviamo ad un bar da cui si gode di una vista mozzafiato sulla fonte della cascata, con il resto della vallata immensa che ci lascia senza parole!

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