Shukran, grazie, è la parola che insieme a Salam Aleikum ho sentito più spesso nel corso di questo lungo ed affascinante viaggio alla scoperta della Giordania.

Da anni sognavo di mettere piede in questo paese, era uno dei miei più grandi travel dreams e, senza nemmeno rendermene conto, mi sono ritrovato a viaggiare su e giù alla scoperta dei suoi tesori, in un viaggio che porterò per sempre con me…

…Quando un paese ti lascia senza parole perché non riesci a trovarne nessuna adatta a rendergli giustizia, vuol dire che ti è davvero entrato nel cuore.

Inutile negarlo, le aspettative erano alte e a volte si corre il rischio di rimanere delusi. In questo caso, invece, non solo le aspettative sono state rispettate ma anzi decisamente superate.

Ziad, colui che mi ha accompagnato in questo viaggio, prima di salutarmi in aeroporto mi ha pregato di una cosa, mi ha detto: “parla della Giordania, falla conoscere agli Italiani ma presentala su un piatto di paglia realizzato dai locali e non su un piatto d’oro”come a dire racconta ciò che di bello hai visto ma non indorare la pillola sui problemi che, inevitabilmente, esistono.


La Giordania è un paese moderno, di gran lunga più moderno e sviluppato di tanti altri del mondo arabo che pure ho avuto la fortuna di visitare. È un paese moderato, da sempre estraneo alle intemperanze di altri paesi del medio oriente. È un paese tollerante dove la stessa regina, musulmana, si mostra in pubblico senza velo. Proprio la presenza di una monarchia forte, molto amata e rispettata (in questi giorni mi sono confrontato con tante persone e mai nessuno ha avuto una parola o un pensiero negativo per re Abdallah e la sua consorte, la regina Rania), riconosciuta a livello internazionale, contribuiscono alla stabilità della nazione che si presenta, sempre più, come un faro tra le tenebre …”the calm house among noisy neighbours” come affermato dal direttore del Jordan Tourism Board in un incontro avuto l’ultima sera ad Amman.

In realtà, però, la Giordania si trova in una situazione paradossale: nonostante la realtà dei fatti, viene accomunata ai tanti paesi in cui l’instabilità è forte, finendo per risentirne in termini turistici. La Giordania, infatti, terra dal fascino antico ed inimitabile, non ha petrolio, a differenza di altri paesi del golfo, ma il suo petrolio, la sua ricchezza, è il turismo. Venendo a mancare il turismo chiaramente la situazione diventa critica.

Eppure la Giordania abbonda di bellezze che giustificherebbero un viaggio al suo interno. Non ci si capacita che nel 2016 solo poco più di 18.000 italiani l’abbiano scelta come propria meta turistica.

Basti pensare alla possibilità di fare un bagno nel Mar Morto o ancora visitare le antiche città carovaniere cariche di tesori come Madaba, la città dei mosaici. Visitare i luoghi della cristianità come Betania, sul fiume Giordano. Inutile citare il sito archeologico di Petra che si commenta da solo. Vivere l’avventura e l’emozione di un giro in jeep nel deserto del Wadi Rum per entrare in contatto con la realtà beduina. Concedersi un po’ di relax ad Aqaba fino ad immergersi nella storia e, perché no, anche nella vita notturna di Amman.

Dopo otto giorni passati ad esplorare il paese, posso affermare che la Giordania merita di essere visitata, merita la chance di non essere accomunata agli altri paesi del medio oriente, merita la possibilità di farcela, uscendo dalla palude.

Come non citare la gente, i giordani. Li ho lasciati per ultimi perché secondo me sono la vera risorsa del paese. I volti dei giordani non li posso dimenticare. Volti fieri, orgogliosi delle proprie tradizioni, volti di persone sorridenti anche nelle avversità. Volti di bambini felici anche senza smartphone e televisione che giocano a nascondino tra le rovine di Jerash. Volti di beduini pronti ad offrirti una tazza di tè e ad ospitarti nella propria tenda. Volti di anziani che con le proprie rughe raccontano la storia di un popolo. Volti di persone che hanno recepito il vero significato della vita!

Volti di una popolazione generosa che non si è mai sottratta nel dare rifugio a siriani, palestinesi e ad altri popoli in fuga dalla guerra che imperversa nei rispettivi paesi.

Questa è la Giordania, questo è il paese di cui mi sono innamorato ed in cui voglio tornare al più presto! Questo è il paese a cui dico grazie, Shukran, per le emozioni che mi ha regalato senza chiedere nulla in cambio!

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