Quando nel corso della mia crociera nel Mediterraneo ho fatto tappa a Tunisi e ho scoperto di poter visitare Cartagine, subito mi sono entusiasmato pensando alle tante vicende che la riguardano studiate sui libri di storia. La realtà, però, si è rivelata molto diversa da quella che mi aspettavo.

La località di Cartagine è oggi un elegante quartiere residenziale di Tunisi, a meno di mezz’ora di auto dal centro città, e non mostra più nulla della potenza che fu. Fondata nell’814 a.C. sulla collina di Byrsa con vista sul mare, da coloni fenici provenienti da Tiro, guidati secondo la tradizione dalla regina Didone, fu una delle città più ricche e potenti della terra. Potenza marittima, commerciale e militare. Oggi di quella grande potenza non c’è più nulla ma in realtà non dovrebbe sorprendere più di tanto, basta aver studiato le guerre puniche per sapere che dopo la terza guerra, tra il 149 a.C. e il 146 a.C., questa venne completamente rasa al suolo dai Romani, i quali la riportarono al vecchio splendore intorno al 29 d.C.. Tutto ciò che è possibile vedere oggi risale esclusivamente all’epoca della dominazione romana.

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Il parco nazionale archeologico di Cartagine, che è stato creato per salvaguardarla, include diverse zone. Io ho visitato la zona con i resti delle Terme romane di Antonino Pio, costruite in riva al mare tra il 146 e il 162 d.C., considerate tra le più importanti del mondo romano. Le terme imperiali potevano essere associate ad un vero e proprio stabilimento balneare per la pulizia fisica, lo sport e gli incontri culturali. Pensate che in realtà ciò che si vede oggi è solo il basamento della costruzione, le vere terme erano rialzate, sostenute da colonne del peso anche di 70 tonnellate fino a due metri di diametro e ciò fa pensare che la struttura potesse raggiungere i 50 metri di lunghezza e i 20 di larghezza. I resti che è possibile vedere oggi sono quelli delle stanze degli inservienti, dei forni dove veniva riscaldata l’acqua e dei magazzini. Si dice che tra gli utilizzatori di queste terme ci fu anche un giovane Sant’Agostino.

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L’intero sito archeologico fu riportato alla luce solo agli inizi dell’Ottocento e dal 1979 è stato inserito dall’Unesco nella lista dei patrimoni mondiali dell’Umanità. In fondo, superata un pò di delusione, mi sento comunque di consigliarvi una visita di questi luoghi se vi trovate a passare da Tunisi, vi farà comunque riflettere il fatto di trovarvi dove oltre 3.000 anni fa c’era la più grande potenza mondiale!

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