Cominciamo col dire che non tutte le favelas sono pericolose. Alcune, per la loro conformazione, non sono convenienti per i narcotrafficanti, altre, invece, in un ottica di recupero da parte del governo, sono state pacificate. Cosa significa pacificare una favela? Significa che al suo interno è stato tolto il potere ai narcotrafficanti e il controllo è stato assunto dalla polizia militare, in particolare dalla UPP, Unità di Polizia Pacificatrice. Una speciale unità della polizia militare creata dal governo alcuni anni fa, per tentare di ripulire queste realtà, anche in visione dei grandi eventi di cui il Brasile sarebbe stato protagonista ( vedi Confederations Cup 2013, Giornata Mondiale della Gioventù 2013, Mondiali 2014) ed in vista dei grandi eventi che seguiranno, su tutti le Olimpiadi di Rio del 2016.

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Tra le favelas pacificate c’è anche Rocinha, che ho avuto modo di visitare sotto l’attenta guida di Elia, parte dello staff di Marcelo Armstrong. Con i suoi 75mila abitanti ufficiali, ma si parla di una popolazione superiore alle 200mila persone, Rocinha è sicuramente la favela più grande di Rio de Janeiro e, secondo alcuni, la più estesa e popolosa dell’intero continente sudamericano. Una visita qui mi ha permesso davvero di capire cosa sia una favela, che è molto più di una macchia di mattoni e lamiere in mezzo alla foresta, è una realtà viva, colorata, interessante, ovviamente problematica!

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Il caso vuole che la favela si sia sviluppata sulla fiancata del morros ma arrivando sulla strada principale, alla bocca di Rocinha, ci si ritrova in uno dei quartieri più benestanti di Rio de Janeiro: Sao Conrado, controsensi di una grande e problematica metropoli. All’interno di Rocinha, ormai, non manca nulla. C’è la televisione, la radio, una banca, la posta, la scuola di teatro e ovviamente la scuola di samba! Pacificata nel 2011, nonostante la massiccia presenza di polizia, vive ancora momenti di tensione e pericolo, soprattutto tra le fazioni di narcotrafficanti che provano a riprendersela. Noi stessi, nel corso della visita, abbiamo dovuto abbandonare la favela in fretta perché c’era un quantità spopositata di polizia in assetto antisommossa e con mitra spianati, il che faceva capire che qualcosa non andava e che la situazione non era più sicura!

Insomma all’interno di questa favela è in corso una lotta infinita tra bene e male che chissà quando avrà mai termine e a farne le spese, alla fine, sono sempre gli onesti cittadini che anche a Rocinha, ovviamente, non mancano!

INFO UTILI: Se volete visitare le favelas in totale sicurezza, vi invito a contattare Marcelo Armstrong che saprà sicuramente aiutarvi. Qui trovate i suoi contatti: www.favelatour.com.br

P.S.: Nel corso della visita ho avuto modo di visitare un’associazione di volontariato che opera nelle favelas, ve ne parlerò in un prossimo articolo!

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