Quando vivi in una città come Napoli, c’è davvero l’imbarazzo della scelta nelle cose da vedere. Dopo molti anni, l’ultima volta c’ero stato in occasione di una gita scolastica ai tempi delle medie, sono tornato a visitare il Palazzo Reale di Napoli.

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Il Palazzo Reale di Napoli fa parte di un complesso architettonico più ampio che include anche la Biblioteca Nazionale e il Real Teatro di San Carlo. Tre luoghi centrali per la cultura napoletana che rappresentano un orgoglio di cui vantarsi nel mondo.

Voluto nell’anno 1600 dal viceré Fernando di Castro come residenza del Re di Spagna, il Palazzo Reale di Napoli venne progettato dall’architetto Domenico Fontana. Successivi interventi di restauro vennero condotti, poi, da Ferdinando Sanfelice, Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga.

Dopo essere stato abitato a lungo dai viceré austriaci e spagnoli, nel 1734 divenne sede del Regno di Napoli con la creazione del regno autonomo da parte di Carlo di Borbone. Sarebbe rimasto il fulcro del potere borbonico fino al 1860 quando, con l’Unità d’Italia, divenne sede del Regno unificato abitato dalla corte dei Savoia. Fu proprio all’interno del Palazzo Reale che nacque Vittorio Emanuele III, principe di Napoli.

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Una volta iniziata la visita, ciò che colpisce tutti è la magnificenza e la monumentalità del grande scalone di ingresso progettato dall’architetto Gaetano Genovese nel corso della ristrutturazione del palazzo, dopo l’incendio del 1837 e portato a termine da Gavaudan nel 1858.

L’impianto è quello originario della scala antica in piperno con l’aggiunta di pareti rivestite in marmi rosati, a cui si alternano bassorilievi di marmo di Carrara con ornati e figure. Resterei a fotografarlo per ore. L’impatto visivo è davvero incredibile.

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In cima al grande scalone di ingresso, si trova un’ampia galleria che corre lungo i quattro lati che affacciano sul Cortile d’Onore e che conducono agli appartamenti reali: sul primo braccio, l’Appartamento del Re con la Sala del Trono e il Teatrino; poi, l’Appartamento della Regina; infine, nel terzo, la Cappella Reale e il Salone dei Viceré.

Il Teatrino di Corte del Palazzo Reale fu allestito nel 1768 dall’architetto Ferdinando Fuga, in occasione delle nozze di Maria Carolina d’Asburgo con Ferdinando IV di Borbone. negli anni, il teatro ha ospitato le opere di autori come Paisiello e Cimarosa. Da qualche anno ospita alcuni spettacolari collaterali del Teatro San Carlo.

Di grande fascino è la Sala del Trono che si presenta con un baldacchino di velluto risalente al XVIII secolo, al cui centro campeggia il trono in stile Impero della tarda Restaurazione, mentre l’aquila è di epoca sabauda.

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Si susseguono, poi, stanze dal fascino intramontabile con dipinti di Scuola Napoletana del Seicento e del Settecento, decorazioni in stucchi bianchi e oro risalenti al regno di Carlo di Borbone, antichi vasi e preziosi oggetti di arredamento.

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La Cappella Reale, dedicata alla Madonna Assunta, fu costruita da Picchiatti su progetto di Domenico Fontana. Si può dire che la Cappella Reale sia stata tra le zone più danneggiate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Pertanto, ciò che vediamo oggi è il risultato di restauri post bellici che ne hanno in parte alterato l’aspetto originario.

Il grande altare centrale in pietre dure e rame dorato è opera del decoratore barocco napoletano Dioniso Lazzari e proviene dalla chiesa di Santa Teresa degli Studi, dalla quale fu asportata a seguito della soppressione degli ordini religiosi da parte di Giuseppe Bonaparte nel 1806.

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È bello ogni tanto dedicare del tempo all’approfondimento della propria storia, riscoprendo le proprie origini e i meravigliosi tesori artistici di cui disponiamo. Visitare il Palazzo Reale di Napoli che di storia ne ha vissuta tanta, non poteva che essere una di quelle cose da fare assolutamente!

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