La Giordania mi ha regalato emozioni infinite. Al mio rientro in Italia mi sono sentito dire da tutti che avevo scattato delle foto bellissime ma, in realtà, il merito era dei paesaggi mozzafiato incontrati su e giù per il paese, proprio come il Wadi Rum, l’affascinante deserto rosso, dove sembra di essere su Marte e che è celebre per essere stato teatro delle avventure di Lawrence d’Arabia.

A bordo di un fuoristrada 4×4, coperti dalla testa ai piedi per evitare la sabbia fine e rossa che vola un po’ ovunque, ci inoltriamo tra i canyon, saltando su e giù per le dune ed è davvero una meraviglia per gli occhi. Si ha l’imbarazzo di non sapere dove volgere lo sguardo, colti dalla tentazione di fotografare all’impazzata, pur sapendo che le foto saranno più o meno tutte uguali.

La particolarità del Wadi Rum è che nell’immensità di questo territorio desertico si innalzano formazioni rocciose monolitiche fino a 1.750 metri d’altezza, creando una sfida naturale anche per gli scalatori più esperti.

Il mito del Wadi Rum è legato anche al fatto che durante la Rivolta Araba contro gli Ottomani, il tenente inglese Thomas Edward Lawrence, noto nel mondo con il nome di Lawrence d’Arabia, e Sharif Faisal Bin Hussein, stabilirono qui il loro quartier generale.

Gli appassionati di cinema, riconosceranno il Wadi Rum nelle scene del film epico di David Lean “Lawrence d’Arabia” del 1962, interpretato da Peter O’Toole e Omar Sharif, che fu girato e ambientato proprio in questo deserto e che ripercorreva le vicende del noto archeologo e agente segreto britannico.

Non solo Lawrence d’Arabia, però, uno degli ultimi film ad essere stati girati nel deserto rosso è stato The Martian di Ridley Scott con Matt Damon, ambientato su Marte.

Il Wadi Rum, comunque, nonostante l’aspetto inospitale, è sempre stato abitato. Ne sono testimonianza delle iscrizioni rupestri rinvenute su alcune rocce, databili intorno al IV° secolo a. C.. Dal 2011, poi, il sito fa parte della lista dei luoghi dichiarati patrimonio mondiale dell’Unesco sia per importanza naturalistica che culturale.

Tra un giro e un altro, facciamo tappa in una tipica tenda beduina dove ci viene offerto dell’ottimo thè arabo.

Il nostro viaggio nel deserto si conclude in uno dei tanti campi tendati che si trovano al riparo delle alture, dove ci viene offerto il pranzo. In particolare, viene preparato davanti a noi lo zarb, piatto tipico giordano, che viene cotto in pentoloni posti in forni scavati nella sabbia con una tecnica assolutamente non riproducibile. Posso solo dirvi che la carne era davvero ottima e ho fatto anche il bis!!!

Dormire nel deserto del Wadi Rum

Una delle possibilità offerte ai turisti è di provare l’emozione di trascorrere una notte nel deserto, addormentarsi osservando il cielo stellato e svegliarsi contemplando l’alba. Le soluzioni sono molteplici, troverete diverse tipologie di stanze per tutti i gusti, le necessità e le tasche. Noi abbiamo visitato il Sun City Camp, dove ho conosciuto Yanal, uno dei responsabili, che ci ha accolti con il calore tipico dei giordani. Certo si tratta di un’esperienza piuttosto turistica però l’emozione deve essere comunque grande. Purtroppo il tempo a mia disposizione non mi permette di restare a dormire nel deserto ma se vi capitasse l’occasione, coglietela!

Il deserto si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo. Ogni volta che mi è capitato di ritrovarmici in Marocco, Senegal o Egitto, ho sempre provato una sensazione di libertà che mi ha accompagnato anche nella mia escursione nel deserto rosso del Wadi Rum in Giordania. Un luogo dal fascino inimitabile che non si può dimenticare!




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