Cari amici di World Trips, qualche settimana fa, in occasione di una mio nuova visita ad Expo Milano 2015, ho avuto il piacere di incontrare e intervistare Beppe Sala, amministratore delegato della società Expo e commissario unico del governo. Più comunemente l’uomo a cui viene attribuito il successo, perché di successo dobbiamo parlare, di questa esposizione universale.

Contenuto bloccato fino all'accettazione dei cookie.
Per visualizzarlo, esprimi il tuo consenso cliccando qui e ricarica la pagina.

Buongiorno Dottor Sala. Mi piacerebbe che lei raccontasse ai lettori di World Trips la sua soddisfazione per questa esposizione universale di Milano!

La mia soddisfazione è la soddisfazione della gente, non c’è niente di più piacevole. E a volte, anche quando sono stanco, un po’ in difficoltà, cammino sul decumano, vedo la gente felice e questo vale molto più di numeri e di ogni tipo di logica. La gente qui è contenta. Poi abbiamo anche cercato di misurare tecnicamente questa soddisfazione con una serie di interviste e, da 0 a 10, il livello di soddisfazione che ne viene fuori è di 8.4 ma appunto per avere un riscontro basta camminare sul decumano.

Ecco lei ha parlato di gente…In effetti io ho visto nei suoi confronti un vero affetto, lei è davvero diventato un idolo per tantissime persone che non vedono l’ora di stringerle la mano, di conoscerla, di farle i complimenti. Che effetto le fa?

Mah, no, diciamo che idolo è tanto però vedo che si riconosce il lavoro che abbiamo fatto. Io penso che alla fine non bisogna essere ottimisti o pessimisti, non credo a queste separazioni logiche tra chi è a favore e chi è contro. Io credo che la gente abbia bisogno di esempi positivi e spero che noi, nel nostro piccolo, siamo riusciti a darlo. Quello che penso è che questo è un fenomeno di cultura popolare vera, ma nel senso molto positivo della cosa. Mi pare che la gente abbia bisogno di una identificazione culturale che Expo, nel suo piccolo, riesce a dare in maniera precisa.

Sul nostro badge c’è scritto Feeding the planet, energy for life, si tratta del claim scelto per questa edizione. Secondo lei quanto è stato recepito dai visitatori?

Parlando prima tecnicamente, abbiamo chiesto sempre in queste interviste, i motivi per cui una persona sceglie di venire all’Expo e al 50% la risposta è stata per questa voglia di imparare e fare esperienza sul tema dell’alimentazione. Poi ovviamente lo si trova a macchia di leopardo, per esempio io sfido chiunque ad entrare nel padiglione Zero, a viverne l’esperienza e a dire che non si è usciti un po’ arricchiti.

Secondo lei cosa resterà al termine di questa esposizione universale, al di là delle cose materiali perché sappiamo che la gran parte dei padiglioni verranno smantellati? Quale sarà l’eredità culturale?

Io penso che su questo tema dell’alimentazione, al di là della Carta di Milano che è un po’ la sintesi del nostro lavoro, rimarrà la traccia di molte cose fatte. Poi secondo me resterà l’idea che gli italiani riescono a fare una cosa con un livello di servizio buono, fatto bene, quindi che funziona. Il che, in una fase storica in cui vengono spesso sollevati dubbi su questa abilità, vedere una cosa che funziona è molto importante. Quindi per me rimarrà anche un senso di coscienza collettiva positiva in noi italiani.

Qui ad Expo ci sono più di 140 paesi partecipanti, molti con un padiglione proprio…lei ne ha uno preferito?

Beh allora il mio padiglione favorito è sicuramente quello Zero. Diciamo che, non considerando il padiglione italiano, tra quelli stranieri mi piacciono abbastanza quelli orientali e medio-orientali. Mi piace molto la Corea, mi piace molto quello degli Emirati Arabi Uniti, il Kazakistan, il Giappone… Penso che in questo momento noi occidentali siamo attratti dal gusto orientale e gli orientali, a loro volta, vedono in noi italiani un popolo che ha tradizioni, storia e cultura. Quindi un buon connubio.

Grazie mille al Dottor Sala per la disponibilità, la gentilezza e la semplicità. Buon lavoro per questi ultimi due mesi di Expo Milano 2015!

 

expo beppe sala (4)

Commenti

commenti