Tutto pronto in Giordania per la riapertura del Memoriale di Mosè sul Monte Nebo.

Il Cardinal Sandri leggerà un messaggio di Papa Francesco. Per celebrare degnamente la riapertura del Memoriale di Mosè sul Monte Nebo, i frati francescani della Custodia di Terra Santa, che curano la chiesa e il sito archeologico, hanno organizzato una serie di eventi musicali e attività culturali.

Dopo anni di restauri e nuove scoperte, riapre finalmente la Basilica sul Monte Nebo, luogo da dove Mosè poté ammirare la Terra Promessa e dove fu seppellito. L’inaugurazione, per autorità e invitati, è prevista per il 15 ottobre, mentre il 16 ottobre è programmata la messa solenne, tenuta dal Cardinale Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, inviato speciale di Sua Santità Papa Francesco, che leggerà un messaggio del Santo Padre per la grande occasione. Sempre il 16 ottobre è previsto un concerto da parte dell’organista Eugenio Maria Fagiani che inaugurerà il nuovo organo opera dell’artigiano italiano Nicola Puccini, accompagnato dal coro e dall’orchestra Fountain of Love diretti da Tomeh Jbara.

Il fitto programma delle celebrazioni culminerà nella Messa di Natale in basilica, il 24 dicembre alle ore 22.

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I lavori di restauro della Basilica hanno portato alla luce nuove scoperte che hanno costretto l’archeologo prof. P.Eugenio Alliata, dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, a riscrivere la storia del Monte Nebo e del Memoriale di Mosè, ripercorrendo le testimonianze antiche e illustrando il lavoro degli archeologi francescani (Saller, Bagatti, Corbo, Piccirillo, Alliata, Pappalardo) fino al progetto attuale.

Il Memoriale di Mosè sul Monte Nebo è il luogo dove, secondo la Bibbia (Deuteronomio 34), Dio mostrò a Mosè la Terra Santa e dove il profeta, venerato dalle tre religioni monoteiste, morì. Benché nessuno abbia mai saputo dove fosse il luogo della sua sepoltura (come dice lo stesso testo sacro), comunità di monaci si stabilirono sul Monte Nebo, perpetuando la memoria di Mosè in questo luogo dal quarto al nono secolo.

Nel corso del ‘900 gli archeologi della Custodia di Terra Santa, che nel 1932 aveva acquisito la proprietà del luogo, portarono alla luce l’antico monastero, la basilica e i meravigliosi mosaici in essa contenuti.

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