Tornano qui, su World Trips, i racconti di viaggio e questa volta voliamo in Brasile con Niccolò, mio compagno di viaggio a Rio de Janeiro, che però ci porterà a scoprire Salvador de Bahia. Non mi resta che dire: a Niccolò la parola!

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Cari amici di World Trips e caro Luca,

quest’estate ho trascorso alcuni giorni a Salvador, nello stato di Bahia, in Brasile, una città molto esotica con molte tradizioni che permangono ancora oggi dall’epoca in cui gli schiavi lavoravano nelle tante piantagioni. Salvador venne fondata nel 1549 e fu la prima capitale del Brasile fino a quando cedette il posto a Rio de Janeiro. Proprio a Salvador, poi, era sbarcato nel 1501, l’esploratore Amerigo Vespucci. Molto caratteristico il suo centro storico che mantiene ancora oggi quelle architetture ottocentesche che possiamo notare dalle chiese e dalle tante abitazioni colorate.

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Una delle attrazioni più famose è l’Elevador Lacerda, un ascensore costruito tra 1869 e 1873, che porta fin sopra la parte più alta della città dove è possibile ammirare un bellissimo panorama che va da Barra del Faro alla Baia de Todos los Santos. Nella zona storica ci sono un sacco di chiese a culto cattolico tra cui la piu famosa è la Basilica del Bonfim, dove all’esterno dell’edificio, sulle recinzioni, sono legati migliaia di braccialetti portafortuna tipici del luogo, Salvador, infatti, è ricordata anche per essere la patria dei braccialetti portaforuna. La prima capitale del Brasile, però, è famosa anche per una danza-combattimento chiamata Capoeira, che fu inventata dagli schiavi del luogo, come passatempo nelle loro poche ore di riposo durante le quali si divertivano a danzare con mosse tipiche del karate e taekwondo. Una particolarità di Salvador è lo street food, ristoranti all’aperto dove si può degustare un ottimo Acarajè, polpette di fagioli neri fritte nell’olio accompagnati dalla Tapioca, altro tipico cibo brasiliano.

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Tappa imperdibile è quella al Pelourinho, il quartiere storico della città, dove alla Casa di Olodum è possibile assistere ad esibizioni di tipici gruppi di percussionisti e amanti della samba.

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Non soltanto Salvador, però, perché nelle immediate vicinanze di questa piccola cittadina è possibile raggiungere, in circa tre ore di aliscafo, il Morro de Sao Paulo, tappa fondamentale per tutti gli amanti del mare e delle belle spiagge. Con solo quattro spiagge e due strade battute, questa piccola isola, ricca di posade e ristoranti, riesce comunque ad attrarre turisti lungo l’intero anno. Pensate che solo venti anni fa il Morro era sconosciuto e semidesertico, niente a che vedere con il gran numero di persone che vi sbarcano oggi. Da non mancare: una passeggiata al faro o una gita in barca per costeggiare l’intera isola.

Ringrazio Niccolò per aver voluto condividere il racconto del suo viaggio con i lettori di World Trips e mi auguro di riospitarlo presto!

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