Yerevan è considerata una delle città più antiche del mondo, essendo state individuate tracce di insediamenti risalenti all’VIII secolo a.C. La capitale dell’Armenia è una città moderna, interessante, ricca di vita e di storia. Ho scelto di trascorrere qui alcuni giorni di vacanza durante le feste natalizie e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. La città mi ha accolto con il suo vestito migliore: migliaia di luci e addobbi natalizi in grado di offrire un’atmosfera calda e coinvolgente. In questo viaggio in Armenia, ho scelto di fare base a Yerevan per 6 giorni, dal 30 dicembre al 4 gennaio. In questo articolo vi racconto tutto quello che potete fare e vedere a Yerevan in 2 giorni senza stress.
📌 In questo articolo
In linea di massima, un giorno può essere sufficiente per visitare Yerevan ma, se volete fare le cose con calma, potete scegliere di diluire la visita in due giorni. Il mio itinerario alla scoperta di Yerevan inizia lungo uno dei suoi viali principali: Sayat-Nova. Da qui, raggiungiamo agevolmente la zona del Teatro dell’Opera che, come tanti altri luoghi in città, è stato progettato in epoca sovietica dal celebre architetto Tamanyan. L’esterno appare piuttosto freddo e affaccia su una grande piazza che ospita il Lago dei Cigni che, d’inverno, diventa una pista di pattinaggio sul ghiaccio.
La Cascade di Yerevan
Piaccia o non piaccia, uno dei simboli più iconici della capitale armena è la Cascade, una monumentale scalinata alta 300 metri con cinque terrazze, situata di fronte il Teatro dell’Opera. Sono circa 500 i gradini che separano i visitatori dalla cima della scalinata, ancora oggi incompleta, che offre una vista a 360° sulla città e sul Monte Ararat, la montagna sacra per gli armeni. Ogni terrazza è un museo a cielo aperto con opere di artisti come Botero, Kochar o Gorky. Insieme alle opere, si trovano maestose fontane (spente in inverno a causa delle basse temperature) e splendide aiuole floreali. Se non avete voglia di percorrere la ripida scalinata, potete ricorrere alle scale mobili interne situate, guardando la scalinata, sulla sinistra. In cima alla salita, poi, il percorso conduce prima al monumento per il 50° anniversario dell’Armenia sovietica e poi alla statua della Madre Armenia.
La Madre Armenia e il Parco della Vittoria
Proseguendo oltre la scalinata, dopo aver utilizzato il sottopasso per attraversare la strada, si entra nel Parco della Vittoria, una vasta area alberata, che noi troviamo imbiancata dalla neve, particolarmente amata dalle famiglie locali. Qui si trova la statua della Madre Armenia, alta 23 metri, che è uno dei simboli più importanti di Yerevan. La statua che vediamo oggi risale al 1967 quando sostituì quella di Stalin, rimossa dopo la destalinizzazione del paese. Si scelse, allora, di creare una statua che rappresentasse una figura femminile come simbolo della resistenza, della forza e dell’orgoglio del popolo armeno.
Piazza della Repubblica
Dopo aver visto la parte nord della città, raggiungiamo il suo cuore pulsante: Piazza della Repubblica, magnificamente addobbata a festa per il Natale. Circondata da edifici storici come il Municipio, il Palazzo del Governo, il Museo di Storia e la Galleria Nazionale, questa piazza permette di respirare la vera anima di Yerevan. D’estate, va in scena uno spettacolo di fontane danzanti; d’inverno, invece, si riempie di mercatini natalizi che vendono prodotti tipici dell’artigianato locale e prelibatezze culinarie dei paesi dell’est.
Mercato Vernissage
Lasciando la piazza alle nostre spalle, imbocchiamo una via laterale e in pochi minuti raggiungiamo il mercato Vernissage. Questo mercato all’aperto è il luogo ideale per scoprire l’artigianato tradizionale armeno, tra sculture in legno, strumenti musicali tipici e ceramiche dipinte a mano. Immancabile il melograno, simbolo del paese, raffigurato in mille modi e materiali diversi. Il mercato è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 18. Considerate che d’inverno, a causa delle basse temperature, ci sono poche bancarelle aperte e potreste restare delusi.
Cattedrale di Yerevan
Per concludere l’itinerario, camminando altri dieci minuti, si raggiunge la Cattedrale di Yerevan, il tempio più grande di tutta l’Armenia. Non aspettatevi una struttura antica, la Cattedrale di Yerevan risale al 2001, in occasione del 1700° anniversario dell’adozione del Cristianesimo nel paese. È intitolata a San Gregorio l’Illuminatore, il Santo più importante dell’Armenia, in quanto è colui che, nel 301 d.C., convertì il paese al Cristianesimo, che venne adottato come religione di Stato. Una curiosità: quando all’interno di una chiesa armena vedete un sipario sull’altare, vuol dire che è una chiesa ancora attiva.
Il primo giorno di questo mio itinerario tra le cose da fare e da vedere a Yerevan, che coincide con il 31 dicembre e con -12°, si conclude così. Restano, però, ancora alcuni luoghi interessanti da scoprire che ho scelto di posticipare al 4 gennaio, avendo tutta la giornata a disposizione prima di dover andare in aeroporto.
Moschea Blu
Mi sposto dal centro della città verso la parte sud, scoprendo quartieri meno battuti dal turismo di massa, con bar e ristoranti molto caratteristici. Con una passeggiata di circa 30 minuti, raggiungo la Moschea Blu. Un luogo poco conosciuto ma molto affascinante. Sebbene l’Armenia sia un paese a maggioranza assoluta cristiana, la presenza della moschea è simbolo della convivenza civile tra culture e religioni diverse. È l’unica moschea attiva in Armenia, costruita nel XVIII secolo durante il dominio persiano. L’edificio colpisce subito per le sue piastrelle turchesi decorate che adornano la grande cupola e parte della facciata principale. Il cortile è molto tranquillo, ideale per una sosta, con un gran numero di gatti che fanno compagnia a fedeli e visitatori.
Kond, il quartiere più antico di Yerevan
Kond è la chicca del mio itinerario alla scoperta di Yerevan. È il quartiere più antico della città, considerato il primo nucleo abitativo con una storia millenaria alle spalle. Tuttavia, non è solo il più antico ma anche il più povero. Qui continuano a vivere un gran numero di famiglie in case di mattoni e lamiere che si oppongono all’urbanizzazione e ai tentativi del governo di spostarli altrove. Scelgono di restare, rinunciando a una vita migliore, per non tradire le proprie origini. Si respira un’atmosfera sospesa. Vi consiglio di entrare dal numero 54 di Leo Street, superando l’arco all’interno dell’edificio in pietra rossa. Salite la ripida scalinata e sarete nel cuore del quartiere.
Visitare Kond è come fare un salto indietro nel tempo. Difficile pensare che possano convivere due Yerevan così diverse. La nostra passeggiata, in punta di piedi, salutando sempre tutti come se fossimo ospiti in casa altrui, attraversa strette viuzze coperte dal ghiaccio con graffiti che rivestono i mattoni e bambini che giocano con la neve. Qui, nel Kond, c’è anche un piccolo cafè, letteralmente in casa di una famiglia locale, dove ci fermiamo a prendere un succo di melograno, quasi come ringraziamento per la loro gentilezza. È una zona sicura, come la gran parte di Yerevan, ma cercate comunque di mantenere un basso profilo.
Museo e Memoriale del Genocidio armeno
Non si può andar via da Yerevan senza aver visitato il museo e memoriale che commemorano le oltre 1.5 milioni di vittime del genocidio armeno compiuto dall’Impero Ottomano nel 1915. Il tema del genocidio armeno è molto controverso perché non è mai stato riconosciuto dalla Turchia. Per questo motivo, tra i due paesi non ci sono rapporti diplomatici e i confini lungo il Monte Ararat sono chiusi. Il Museo e Memoriale del Genocidio armeno rappresentano una tappa fondamentale per approfondire la storia e l’identità del popolo armeno.
Il memoriale si trova in una zona decentrata rispetto al centro della città e per questo vi consiglio di raggiungerlo in taxi. Tramite l’app dei taxi GG ho pagato soltanto 2 euro. Il sito si divide in due aree: quella del memoriale, con le 12 lastre in pietra inclinate che formano un cerchio al centro del quale brucia la fiamma eterna; e il museo, con fotografie e testimonianze che raccontano la storia del genocidio. D’inverno il museo chiude alle 15 mentre il memoriale è sempre accessibile. Una visita che lascia davvero il segno e invita a riflettere.
Si conclude così il mio itinerario di 2 giorni dedicato alla scoperta di Yerevan, una città che mi ha davvero sorpreso e che vi consiglio di scoprire prima che diventi una destinazione eccessivamente inflazionata!














