Qualche giorno fa ho visitato lo Zoo di Napoli, anzi forse dovrei dire il rinnovato Zoo di Napoli, perché del giardino zoologico decadente e fatiscente di qualche anno fa, oggi non vi è più traccia. Grazie al duro lavoro di un team composto da veterinari, agronomi, architetti, volontari, capitanati dall’Ingegner Floro Flores, un po’ alla volta si sta cercando di restituire alla città di Napoli, lo Zoo che merita.
Inaugurato nel 1949, nel quartiere di Fuorigrotta, tra la Mostra d’Oltremare e l’Edenlandia, tra i pochi giardini zoologici ad essere in pieno centro cittadino, lo Zoo di Napoli è stato uno dei primi ad aprire in Italia, con un’importante funzione nel campo dell’educazione naturalistica ed ambientale, nella ricerca scientifica, nella conservazione della biodiversità ed è stato a lungo considerato come punto di riferimento a livello internazionale.
La nuova vita inizia il 2 Ottobre 2013, quando un imprenditore napoletano rileva lo Zoo per recuperarne l’importante patrimonio partenopeo e restituirgli il prestigioso ruolo internazionale di cui godeva in passato.
Attualmente sono più di 400 gli animali ospitati nel parco, tra questi leoni, elefanti, samiango, lemuri, giraffe, alcuni esemplari di tigre, pappagalli, binturong, numerosi erbivori fra cui cammelli, zebre e cervi pomellati. Varie le specie di uccelli presenti, fra cui emù e struzzi, oltre a gru coronate, fenicotteri rosa, pellicani e cicogne. Tra gli ultimi arrivi ci sono state le elefantesse Wini e Jula, mamma e figlia, direttamente dallo zoo di Copenaghen che adesso abitano nella loro casa, la Casa dei Pachidermi, splendida struttura risalente agli anni’40 che è stata modernizzata ed allargata fino a raggiungere lo spazio attuale di circa 3000 mq, munito di una grande vasca d’acqua.
Sotto l’occhio attento di Pasquale Silvestre e degli altri veterinari dello zoo, poi, sono stati allestiti più di 3500 mq per accogliere Valentina, Kira e Kashmir, le tre maestose tigri che finalmente hanno lasciato le gabbie in cui erano state confinate per molti anni e adesso si ritrovano ad avere a disposizione un ampio spazio con vasche d’acqua dove abbeverarsi o nuotare, tra vegetazione asiatica di bambù e palme, insieme a ricoveri al coperto per ripararsi.
Ultimi arrivi in ordine di tempo sono state le giraffe: Lubango arrivata a Napoli dallo Zoo di Vienna e Naledi, dallo Zoo di Monaco. Entrambe sono andate a completare la zona della Savana, spazio di più di 3000 mq con vegetazione, specchi d’acqua e ricoveri per la notte, dove i grandi mammiferi africani in compagnia delle altre specie tipiche della Savana possono vivere in convivenza pacifica secondo natura.
Una delle aree maggiormente attese è stata la Fattoria, di certo tra le aree più visitate, in cui i bambini possono entrare in diretto contatto con gli animali domestici e dove è possibile ammirare i cavalli Falabella, una particolare specie in miniatura, l’asino dell’Asinara, il Toro nano Dahomey del centro Africa, i fagiani dorati ed argentati, i bellissimi conigli nani, l’ariete gigante, le caprette d’angora, i deliziosi alpaca e tanti altri. Ben 7200 mq di spazio che servono anche per svolgere attività didattiche come ad esempio i nuovi campi estivi che partiranno il prossimo 6 giugno. Terminate le scuole, i bambini avranno la possibilità di trascorrere le proprie giornate a contatto con la natura e gli animali, sperimentando vari tipi di laboratori scientifici come: l’acqua risorsa di vita, esperimenti e giochi utili a comprendere come avviene il ciclo dell’acqua; La fattoria didattica, per entrare in contatto con caprette, conigli ed altri animali domestici; le piante essenza di vita, attraverso l’insegnamento delle varie tecniche di riconoscimento delle piante, si impareranno i loro usi e se ne comprenderà la vera importanza; e tanti altri. L’elenco completo è disponibile sul sito dello Zoo.
Insomma lo Zoo di Napoli si presenta sempre più come un luogo ideale dove trascorrere il tempo libero per i bambini, le loro famiglie ma anche per i più grandi!













