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Qualche mese fa, come sapete e come ho iniziato a raccontarvi, sono stato in Israele. In occasione di quel viaggio che prevedeva tappe a Nazareth, Gerusalemme e nel deserto, ho scelto di improvvisare e contravvenendo a quanto previsto dal mio programma di viaggio, ho deciso insieme a Sara, la mia compagna di avventure, di visitare Betlemme.

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Betlemme, però, si trova in Palestina e, come sicuramente saprete, tra israeliani e palestinesi ci sono diversi problemi, pertanto, la guida di religione ebraica che mi accompagnava nel viaggio a Gerusalemme, non poteva accedere ai territori palestinesi. A questo punto mi sono rivolto al concierge dell’albergo che mi ha messo in contatto con un tassista arabo abilitato ad entrare nei territori dell’Autorità Palestinese. La mia fiducia è stata ben riposta e in circa mezz’ora di macchina siamo riusciti ad entrare in Palestina, passando per uno dei numerosi check point, costeggiando il muro che separa questi due popoli.

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Un muro che fa davvero un certo effetto, suscita un senso di impotenza ma anche di stranezza guardando le tante persone che passeggiano, fanno compere al mercato senza badarvici più di tanto, essendo ormai, purtroppo, abituate. Chi lo vede per la prima volta, però, non può rimanere indifferente!

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Poco dopo aver superato il checkpoint ed aver costeggiato il muro, raggiungiamo la città di Betlemme, piccolo, piccolissimo centro che ruota tutto intorno alla Basilica della Natività. La tradizione vuole che questa basilica sia stata costruita sul luogo in cui sarebbe nato Gesù. Ingloba al suo interno due chiese e una grotta che segna il luogo preciso della nascita.

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L’accesso alla Basilica è consentito attraverso una piccola apertura stretta e bassa. In origine erano tre le porte d’accesso alla Basilica, poi, nel tempo, due sono state murate ed una, quella attraverso la quale oggi si passa, è stata resa stretta e bassa per invitare il pellegrino all’umiltà e al raccoglimento. Il pavimento sul quale si cammina è quello originale del VI secolo.

Superata la piccola apertura ci si ritrova in una zona chiamata nartece, una sorta di atrio d’ingresso, realizzato in età bizantina. A consentire l’ingresso nella vera Basilica, troviamo un’antica porta in legno, piuttosto mal ridotta, risalente addirittura al 1227 e scolpita da artisti armeni. Purtroppo, a causa delle dispute tra i vari gruppi religiosi che rivendicano la proprietà delle varie zone della basilica, sono molto difficili i lavori di manutenzione, per cui la porta stessa è scarsamente visibile a causa di impalcature provvisorie poste lì per evitare che crolli tutto.

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L’interno della basilica, che noi abbiamo solo intravisto a causa della presenza di molte impalcature, è diviso in cinque navate da quattro file di colonne monolitiche in pietra rosata. Un tempo, le pareti erano interamente ricoperte di mosaici di cui oggi possiamo soltanto immaginare la bellezza. Il tetto, invece, è a travi scoperte ma anche quello era oscurato dalle impalcature durante la nostra visita.

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Dall’interno della basilica, poi, scendendo delle strette e ripide scale, si raggiunge la Grotta della Natività. Lo spazio è molto stretto e angusto e le pareti di marmo, risalenti all’epoca bizantina, sono state ricoperte di amianto dopo il grande incendio del 1869. Il luogo preciso dove sarebbe nato Gesù è indicato dalla presenza di un altare sotto il quale si trova una stella d’argento con l’iscrizione: Hic de Virgine Maria Iesus Christus natus est. Sopra l’altare troverete appese molte lampade di origine orientale. In effetti questa precisa zona della grotta è proprietà esclusiva, così come il resto della basilica (a parte uno spazio riservato alla Chiesa apostolica armena), della Chiesa greco-ortodossa.  Poco più avanti, invece, si trova una piccola cavità che molti identificano con il luogo in cui si trovava la mangiatoia in cui Maria avrebbe posto Gesù subito dopo la nascita. A differenza del resto della Basilica, questa zona è di proprietà dei Padri Francescani della Custodia di Terra Santa.

Insomma la Basilica della Natività di Betlemme, insieme alla basilica dell’Annunciazione di Nazareth e al Santo Sepolcro di Gerusalemme, rappresenta uno dei punti centrali di un pellegrinaggio in Terra Santa.

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