Stai attento, è un paese instabile. Ma devi proprio andarci in questo momento? Ma perché non scegli di visitare una meta più normale? – queste sono solo alcune delle tante osservazioni, frutto della disinformazione o magari dell’informazione che vogliono trasferirci, che mi sono state poste da chi, sapendo del mio imminente viaggio in Israele, si preoccupava della mia incolumità. Le stesse domande, solo con il verbo al passato, mi sono state rivolte al rientro dal mio viaggio in questo splendido paese.

La mia risposta, al rientro, è stata sempre e soltanto una: non solo non ho avuto il minimo problema o la minima sensazione di pericolo, ma ci tornerei altre mille volte. Certo qualcuno potrebbe obiettare che basta guardare le notizie al telegiornale per farsi passare la voglia di compiere un viaggio in Israele e allora a me viene da pensare che per la risoluzione di questo decennale conflitto, che a momenti alterni si riacuisce, basterebbe che tutti si rendessero conto che dietro ogni religione, razza o genere ci sono delle persone, degli essere umani che vogliono solo essere felici e vivere in pace, e non si dovrebbe mai dimenticare che l’essere umano viene sempre prima di qualsiasi conflitto.

Mai tanto, come in questo viaggio, mi sono reso conto dell’enorme potere dei media. È tanto semplice far passare l’idea di paura e pericolo, quanto difficile è convincere che in realtà la situazione israeliana è sì complicata, ma sotto controllo. Contro il terrorismo psicologico di certi mezzi di informazione, l’unica arma è vedere con i propri occhi! E l’unica cosa che posso dire è di constatare voi stessi, in prima persona, qual è la vera situazione.

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Nazareth dal Monte del Precipizio

Detto ciò, vi do un piccolo assaggio di quello che è stato il mio itinerario in Israele, la Terra Santa, dove storia, cultura e religione si fondono in un mix perfetto assicurando un’esperienza di viaggio unica e completa. Arrivati a Tel Aviv, che non è la capitale del paese benché molti lo pensino, in compagnia della nostra impeccabile guida Eli, ci siamo subito spostati verso Nazareth.

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Chiesa di Cana, dove Gesù compì il suo primo miracolo

Luogo immancabile da visitare a Nazareth è la Basilica dell’Annunciazione dove le Sacre Scritture narrano che l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Gesù. Da Nazareth sono facilmente raggiungibili tanti luoghi simbolo come il Monte Tabor, quello del Precipizio, la località di Cana, dove Gesù compì il primo miracolo, e ancora Tabgha e il Monte delle Beatitudini, dove Gesù pronunciò il celebre “Discorso della Montagna”.

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Dalla cima del Monte delle Beatitudini si può godere di una fantastica vista sul Mar di Galilea anche conosciuto come lago di Tiberiade, la più grande riserva d’acqua dolce dello stato di Israele. Poi, dal Mar di Galilea, ci siamo spostati lungo la valle del Giordano per raggiungere prima il luogo del battesimo di Gesù, poi, il sito archeologico di Qumran, uno dei posti più incredibili mai visti, e, infine, il mitico Mar Morto, situato nella depressione più profonda della terra.

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Veduta del Mar Morto

Dopo questo lungo viaggio, abbiamo raggiunto Gerusalemme, la Città Santa, la capitale delle tre grandi religioni monoteiste, una città in bilico tra oriente e occidente, che, sono certo, vi stupirà. Alcuni dei luoghi simbolo da non perdere, e di cui vi parlerò prossimamente a lungo, sono: il Davidson Center, il parco archeologico di Gerusalemme, da cui si può vedere dal basso la celebre Moschea al Aqsa;

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il Muro Occidentale, anche conosciuto come muro del pianto, luogo di preghiera fondamentale per gli ebrei perché si tratta dell’ultima parte di muro originale ancora esistente, dopo la distruzione dell’antico tempio ad opera dei Romani;

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percorrendo la Via Dolorosa, invece, si raggiunge il Cuore del quartiere cristiano, ovvero la Chiesa del Santo Sepolcro, che secondo la tradizione ospita il sito della crocifissione, sepoltura e resurrezione di Gesù. Per avere una visione della città dall’alto, poi, ci siamo recati sul Monte degli Ulivi. E, ancora, non si può andar via da Gerusalemme senza aver compiuto una visita al memoriale di Yad Vashem, il principale luogo dedicato al ricordo della Shoah.

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Al di là se voi siate credenti o meno, vedere i luoghi e camminare nei posti citati dal Vangelo vi permetterà anche di comprendere meglio le Sacre Scritture.

Insomma per rispondere alla domanda “Israele si, Israele no?!”, la mia risposta è Israele assolutamente SI, nonostante tutto! Spero di farvene innamorare con i video e i racconti che arriveranno nelle prossime settimane.

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Gerusalemme dal Monte degli Ulivi

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