Un weekend in Toscana è sempre una buona idea, soprattutto quando porta alla scoperta dei borghi della Val d’Orcia. Tre giorni di relax, vissuti a passo lento per godere di questi paesaggi veramente da cartolina che custodiscono ancora autenticità e originalità. La Val d’Orcia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è uno dei luoghi più fotografati e sognati della Toscana. Colline ondulate, file di cipressi, borghi medievali e una cucina autentica fanno di questa valle un vero paradiso per chi ama viaggiare lentamente, assaporando ogni tappa.
Nel corso del mio weekend in Toscana, ho fatto base a Monticchiello e mi sono spostato, poi, per scoprire i borghi più belli a partire da Spedaletto, passando per San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, per finire a Pienza con soste anche in alcuni luoghi iconici come la Cappella della Madonna della Vitaleta e i Cipressini.
I borghi più belli della Val d’Orcia: cosa vedere
Sulla strada verso San Quirico d’Orcia facciamo una veloce sosta al Castello di Spedaletto, un’imponente fortificazione medievale oggi trasformata in agriturismo e molino. La sua posizione, circondata da campi di grano, lo rende particolarmente suggestivo.
Monticchiello
Piccolo e raccolto, Monticchiello è un borgo medievale circondato da mura perfettamente conservate. Passeggiando tra i suoi vicoli lastricati si respira un’atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa. Da non perdere la Chiesa di San Leonardo e Cristoforo, che custodisce affreschi trecenteschi, e il Teatro Povero di Monticchiello, un’esperienza unica che coinvolge l’intera comunità. Il panorama sulle colline circostanti è spettacolare: nei mesi primaverili e autunnali la luce calda regala colori da cartolina.
San Quirico d’Orcia
San Quirico d’Orcia è una tappa obbligata per chi visita la zona. Il borgo, di origine etrusca, conserva un centro storico affascinante dove si alternano architettura medievale e rinascimentale.
La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, costruita tra l’XI e il XIII secolo, è un capolavoro romanico arricchito nei secoli da elementi gotici e barocchi. I due santi ai quali è dedicata sono martiri la cui storia divenne popolare nel Medioevo. Giulitta era una nobile romana sposata con un cristiano con un figlio di nome Quirico. Diocleziano, dopo aver ucciso il marito la imprigionò. Né Giulitta né Quirico vollero abiurare la propria fede dinanzi al tribunale e furono martirizzati. La facciata presenta tre portali, ognuno con uno stile differente: il principale è ornato da sculture di maestri senesi, mentre quello laterale è considerato uno degli esempi più belli di scultura gotica in Toscana. All’interno, la navata unica custodisce opere d’arte di pregio, tra cui un altare maggiore in marmo attribuito a Andrea della Robbia.
A pochi passi, la Chiesa di San Francesco è un luogo di grande devozione. Al suo interno si trova la statua originale della Madonna della Vitaleta. L’opera proviene dall’omonima cappella situata tra San Quirico e Pienza, oggi visitabile ma priva della statua. La chiesa conserva anche altre opere sacre e, per la sua atmosfera raccolta, è spesso scelta per momenti di preghiera silenziosa.
Gli Horti Leonini sono uno dei luoghi più suggestivi del borgo. Realizzati intorno al 1581 da Diomede Leoni, amico di Michelangelo, sono un perfetto esempio di giardino all’italiana, con aiuole geometriche, sentieri ordinati e siepi ben curate. Al centro del giardino si trova una statua di Cosimo III de’ Medici, mentre nella parte più bassa, tra antiche mura e torri, si possono ammirare resti medievali. Gli Horti sono aperti al pubblico e, in primavera ed estate, ospitano spesso mostre ed eventi culturali.
Passeggiare tra le stradine di San Quirico significa fare un viaggio nel tempo: botteghe artigiane, enoteche e scorci panoramici ti accompagneranno fino alle porte medievali del borgo, da cui ammirare la campagna della Val d’Orcia.
Cappella della Madonna della Vitaleta
Tra San Quirico d’Orcia e Pienza si trova uno degli scorci più famosi della Toscana: la Cappella della Madonna della Vitaleta. Circondata da campi di grano e file di cipressi, questa piccola chiesetta è raggiungibile a piedi tramite un sentiero sterrato. Oggi è vuota, poiché la sua statua della Madonna è conservata nella Chiesa di San Francesco a San Quirico. È uno dei luoghi più fotografati della Val d’Orcia, soprattutto al tramonto, quando la luce dorata avvolge il paesaggio.
Bagno Vignoni in Val d’Orcia
Bagno Vignoni è un piccolo borgo di pochi abitanti che affascina subito per la sua piazza centrale, dove si trova una grande vasca rettangolare di origine rinascimentale. Qui confluiscono le sue acque termali, calde tutto l’anno (circa 50°C), che sgorgano da sorgenti che erano già note agli etruschi e ai romani, e che nei secoli hanno attirato personaggi illustri come Santa Caterina da Siena e Lorenzo il Magnifico. Oggi non è possibile fare il bagno nella vasca storica per motivi di conservazione, ma nelle vicinanze ci sono stabilimenti termali moderni dove rilassarsi.
Dalla vasca principale, l’acqua scende verso la Val d’Orcia attraverso un ingegnoso sistema di canali che alimentava i Mulini di Bagno Vignoni, un complesso di mulini medievali scavati nella roccia vulcanica. Grazie all’energia idraulica, questi mulini macinavano il grano proveniente dalle campagne circostanti, garantendo la produzione di farina per tutta la zona. Ancora oggi, passeggiando lungo il Parco dei Mulini, si possono ammirare i resti di queste strutture e percorrere sentieri che offrono viste panoramiche sulla valle. A valle del piccolo borgo, si può fare il bagno nei canali e nelle vasche naturali che si sono formate nel tempo grazie all’acqua che arriva dalla sorgente.
Pienza: il gioiello della Val d’Orcia
Pienza, voluta da Papa Pio II come “città ideale”, è un capolavoro rinascimentale progettato dall’architetto Bernardo Rossellino. L’armonia delle sue piazze e strade è frutto di un preciso progetto urbanistico del XV secolo ed è un vero gioiellino. Ci sono scorci, tra un vicolo e l’altro, che sembrano letteralmente un dipinto olio su tela. Resterei lì ad osservarli per ore.
Piazza Pio II è il cuore della città, circondata dal Duomo, risalente al 1462 con il suo alto campanile in travertino bianco visibile da chilometri di distanza, dal Palazzo Piccolomini e dal Palazzo Comunale. Dal giardino pensile di Palazzo Piccolomini si gode una vista spettacolare sulla valle.
Percorrendo il corso, poi, vi imbatterete in splendidi palazzi d’epoca come Palazzo Borgia che ospita il Museo Diocesano, antica residenza di Rodrigo Borgia (poi Papa Alessandro VI), e numerose vie che regalano scorci suggestivi ed originali. Tra queste, le più famose sono la via della fortuna, la via dell’amore e la via del bacio dove tutti gli innamorati vengono a scattare una fotografia come buon auspicio per la loro relazione.
Oltre al fascino architettonico, Pienza è famosa per il pecorino, prodotto con latte di pecora locale e declinato in molte stagionature. Numerosi negozietti offrono degustazioni, e nelle vie del centro si respira un intenso profumo di formaggio.
Infine, se siete degli appassionati di fotografia, non potete mancare di fare un salto ai “Cipressini”, lungo la strada che porta a San Quirico. Questo gruppo di alberi è diventato uno dei simboli fotografici della Toscana.
Insomma la Val d’Orcia regala davvero luoghi unici, dal fascino intramontabile che si visitano con piacere e trasmettono un profondo senso di serenità che riconcilia con la vita.


















