I canali di Amsterdam rappresentano essi stessi una delle principali attrazioni della città. Una visita di Amsterdam non può dirsi completa se non si gode dei suoi splendidi canali. E sarebbe difficile non farlo dal momento che sono disseminati un pò ovunque, collegati da migliaia di ponti e attraversati da barche e canoe.

I canali di Amsterdam come marchio della città nel mondo

canali di Amsterdam

In pochi sanno, però, che dal 2010 i canali di Amsterdam, molti dei quali risalgono al XVII secolo, sono stati inclusi dall’Unesco nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità. Un bene da tutelare e valorizzare come fanno gli olandesi, in quanto retaggio del loro passato ed attrazione per il presente.
canali di Amsterdam
La città di Amsterdam è costruita su una fitta rete di canali lunga più di 100 km con circa 90 isole ed oltre 1500 ponti. Il reticolo di vie d’acqua prende forma intorno ai tre canali principali: Herengracht, Keizergracht e Prinsengracht. Questi formano la cosiddetta “cintura” insieme all’allora canale commerciale “Singel”. Nati per ragioni commerciali e per facilitare il trasporto delle merci, i canali oggi sono una delle caratteristiche principali della città tanto dall’aver portato qualcuno a soprannominare Amsterdam la “Venezia del nord”.
canali di Amsterdam
Tra le attrazioni che si affacciano sui canali di Amsterdam merita assolutamente una visita la casa di Anna Frank. A seguito dell’instaurazione del regime antisemitico, la famiglia Frank decise di trasferirsi in Olanda. Tuttavia, in breve tempo, anche questo paese, venne occupato dall’esercito tedesco. Così, decisero di entrare nella clandestinità per sottrarsi alle persecuzioni. Il 6 luglio 1942 si trasferirono in un edificio sul canale di Prinsengracht, dove furono raggiunti alcuni giorni più tardi dai van Pels e da Fritz Pfeffer. In questa sede Anna scrisse il suo celebre diario. La clandestinità durò circa due anni ma il 4 agosto 1944 una telefonata anonima avvertì la polizia tedesca che al numero 263 di Prinsengracht si nascondevano degli ebrei. Gli otto clandestini furono arrestati e deportati in vari campi di concentramento. L’unico a sopravvivere fu Otto Frank, che era stato deportato ad Auschwitz. Anna, invece, morì nel marzo del 1945 nel campo di concentramento di Bergen – Belsen.
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