Nel corso del mio viaggio a Rio de Janeiro, come sapete, ho avuto modo di visitare le favelas. In particolare ne ho visitate due: Rocinha e Vila Canoas, un modo per entrare più nel profondo di queste realtà, mettendo a confronto una favela grande ed una piccola. Non sempre il concetto di favela fa rima con pericolo e malavita. A volte la loro stessa conformazione, con vicoli magari troppo stretti per consentire una veloce fuga, non è conveniente per i narcotrafficanti.

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È questo il caso di Vila Canoas, una favela che possiamo considerare un’isola felice. Si trova nel quartiere di San Conrado, poco sopra la spiaggia nella zona sud di Rio, immersa nella florida vegetazione del parco nazionale di Tijuca. Il caso vuole che, a ridosso della favela, si trovino alcune delle ville più belle della città e così, come accade spesso, finiscono per fronteggiarsi mondi profondamente diversi! Nelle piccole case di lamiere e mattoni della favela di Vila Canoas vivono più di 3mila persone e, nonostante la grande povertà, il malaffare non ha mai attecchito. Inoltre, la comunità è una delle poche ad avere accesso a molti dei servizi che definiamo “civili”.

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In gran parte il merito è di un organizzazione benefica che si occupa di aiutare gli abitanti del quartiere e soprattutto i bambini, facendo in modo che passino per strada il minor tempo possibile. Para Ti è il nome della ONG che da ben 25 anni opera all’interno di Vila Canoas, sviluppando progetti sociali ed educativi. Venne fondata da un coppia di torinesi e da allora ha fatto tanta strada. Oggi, grazie alle donazioni di tanti sostenitori, aiuta ben 400 giovani, pagando loro gli studi e, nei suoi locali situati all’ingresso della favela, ospita ogni giorno più di 80 bambini per tenerli occupati nel doposcuola con tante attività.

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Ogni anno migliaia di visitatori, interessati a questa realtà sociale del Brasile, visitano il centro per conoscere le tante attività che vi si svolgono ed aiutare in vari modi. Tra le possibilità c’è quella di soggiornare nella Guest House messa a disposizione dalla famiglia Urani, i fondatori della organizzazione Para Ti, oppure acquistare un ricordo della propria visita nel centro di vendita madeinfavela, dove si vendono oggetti realizzati da artigiani locali anche con materiali riciclati, secondo la tradizione brasiliana. Vi si trovano anche pubblicazioni e foto d’autore. Altra attività che aiuta a finanziare il centro sono i tour che vengono organizzati all’interno delle favelas, in collaborazione con Marcelo Armstrong, il cui ricavato va in gran parte proprio per il mantenimento del centro e dei progetti culturali avviati.
Sapere che i soldi pagati per visitare le favelas sono andati in gran parte a sostegno di questa organizzazione, mi ha fatto sentire un pò utile!

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