Una delle cose da fare se vi trovate a Jaipur, capitale dello stato indiano del Rajasthan, è visitare Amber Fort, l’antica fortezza situata su una collina nella piccola città di Amer, a circa 15 km dal centro.



visitare amber fort

Approfittando della mattinata di sole, dopo aver visitato il cuore pulsante di Jaipur, mi dirigo verso il suo luogo simbolo, l’antica residenza dei maharaja: Amber Fort. Prima di cominciare la salita verso il forte, però, mi fermo in un luogo davvero particolare, chiamato Panna Meena Ka Kund, un nome che è tutto un programma!

Panna Meena Ka Kund

Un vecchio pozzo risalente al XVI secolo, utilizzato come riserva d’acqua dolce dagli abitanti del Forte di Amber, a cui l’acqua giungeva attraverso un reticolo di canali o più semplicemente con l’ausilio di elefanti ed altri animali.

Era un luogo di ritrovo per gli abitanti dell’allora piccolo villaggio di Amber che, qui, venivano a fare il bagno o semplicemente ad incontrarsi. Oggi, oltre ad essere vietato, direi che sarebbe anche piuttosto pericoloso immergersi in quest’acqua dal colore verde intenso.

vecchio pozzo amber

C’è, poi, una piccola curiosità che mi viene rivelata dalle persone del posto secondo le quali nessuno sarebbe in grado di utilizzare le stesse scale per salire e per scendere e, dunque, la stessa persona non si ritroverà mai a percorrere le stesse scale.

Poco distante dal pozzo, inizia la salita che porta all’Amber Fort, che può essere raggiunto a piedi o a bordo di un elefante. Scelgo la prima opzione in quanto sono sempre stato contrario all’uso “turistico” degli animali. Così, dopo circa 15 minuti di cammino, arrivo nel Jaleb Chowk, il cortile centrale, già fradicio di sudore.

L’Amber Fort è un’antica fortezza risalente al XVI secolo, voluta dai guerrieri rajput, il cui nome deriva direttamente dal suo colore molto simile all’ambra, costruita nel luogo in cui già nel X secolo sorgeva un piccolo forte.

forte di amber

Il Forte di Amber è il risultato dell’unione dello stile indù e di quello musulmano, testimonianza delle molteplici culture che si sono succedute in India e che hanno apportato modifiche o aggiunte al progetto originario.

Costruito in arenaria rossa e marmo bianco, si divide in quattro sezioni principali, ciascuna con un proprio portone d’ingresso ed un cortile.

elefante amber fort

La prima sezione è l’ingresso riservato ai visitatori, un tempo destinato alle guardie private del maharaja, che conduce al cortile centrale. In attesa di fare il biglietto, mi guardo intorno affascinato da tanta meraviglia, stando attendo a non essere investito da un elefante. Da qui, percorrendo la lunga scalinata, si accede alla seconda sezione, riservata alle udienze pubbliche, il luogo in cui il maharaja ascoltava i bisogni della sua popolazione.

La sezione più importante, però, è la terza, perché proprio qui si trovavano gli appartamenti privati del re e della sua famiglia. Un elegante giardino separa il cortile in due parti: da un lato si trova il Sukh Mahal o Sala delle Delizie, dove esiste ancora un canale scoperto in cui scorreva dell’acqua per rinfrescare l’ambiente;

dall’altro, invece, si trova il Palazzo degli Specchi che è una delle attrazioni più gettonate per chi sceglie di visitare Amber Fort. Le pareti e il soffitto di questa stanza sono interamente coperti da specchi e vetri colorati. Davvero un bel colpo d’occhio!

palazzo specchi amber fort

Salendo su una delle torri che si trovano nel cortile, poi, si gode di una splendida vista della vegetazione circostante affacciata sul Lago Maota, principale riserva d’acqua dolce, necessaria per alimentare le fontane del forte.

Infine, l’ultima sezione era quella dedicata alle donne del maharaja. Si tratta di un dedalo di stanze, corridoi e cortili in cui vivevano le numerosi mogli del re insieme alle loro ancelle, ciascuna con la propria indipendenza.

Visitare Amber Fort vi aiuterà a comprendere ancora di più lo stile di vita dei reali indiani a metà ‘500!

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