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Un sabato pomeriggio di agosto, risalendo Via Coroglio dopo una passeggiata sul “Pontile di Bagnoli” che già ci aveva regalato un panorama mozzafiato sullo scenario ad Ovest del golfo di Napoli, con mia figlia Sara mi imbatto in un nugolo di visitatori alle soglie della “Grotta di Seiano”.

Avevo appena detto che mi sarebbe tanto piaciuto visitarla, ma non avevo mai trovato l’occasione giusta….Mi avvicino, chiedo se è possibile farlo anche senza prenotazione (prevista invece dalle info sul sito)….Risposta affermativa! Ci incamminiamo lungo un tragitto di 770 metri, prevalentemente in tufo, che taglia quasi di netto la collina sotto il Parco Virgiliano (tra l’atro godendo di una ristoratrice frescura) e sbuchiamo su una sorprendente area archeologica con “La villa imperiale di Pausilypon, il Teatro dell’Odeon e l’anfitreatro”.

Non vi tedierò con le notizie storiche (peraltro illustrate con competenza, precisione e passione dalla guida che ci accompagnava) ma vorrei potervi trasmettere l’emozione che ho provato nell’ammirare tanta bellezza del luogo, ma anche e forse soprattutto, del contesto paesaggistico: quasi al tramonto, Trentaremi, Nisida, Monte di Procida, Procida, Vivara ed infine Ischia, apparivano come quinte di un teatro oltre il teatro: UNA MERAVIGLIA!…e poi sotto i nostri occhi “la casa degli Spiriti” a discesa Gaiola, con le leggere onde che sussurravano il loro infrangersi sugli scogli. Profumi intensi della macchia mediterranea, luci e colori soffusi, rovine di un passato sfarzoso a testimoniare ancora una volta che i romani sapevano molto bene dove andarsi a piazzare…chiudere gli occhi e per un momento pensare che davvero Pausilypon è “cessazione del dolore”.

Accade per caso…. Anche questo è Napoli.

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Curiosità: In uno dei cunicoli che compongono il traforo, vi rimase incastrato durante una visita il creatore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle!

Nota Storica: La grotta di Seiano è una galleria artificiale realizzata in epoca romana dall’architetto Lucio Cocceio e ristrutturata sotto il regno di Ferdinando II di Borbone. Attraversa la collina di Posillipo, collegando l’area di bagnoli e Campi Flegrei con la zona della Gaiola.

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