Tra le colline lussureggianti dell’Alto Tavoliere delle Puglie, si trova il borgo di Torremaggiore. Situato a circa trenta minuti di auto da Foggia, la storia di questo borgo risale addirittura all’anno mille. Insieme alla vicina San Severo, Torremaggiore porta avanti con orgoglio le antiche tradizioni di questa terra. Una terra che si caratterizza per la sua storia millenaria, per la presenza di cantine moderne e all’avanguardia, e per la coltivazione della mitica Peranzana, pregiata qualità di oliva.

Torremaggiore peranzana

Torremaggiore: le sue origini

Punto centrale del borgo di Torremaggiore è l’antico Castello Ducale, situato ai margini del centro storico e risalente al XII secolo. Sorto come possedimento fortificato in epoca normanna, si trasformò in edificio residenziale nei secoli successivi. Dimora delle varie case signorili che regnarono su questa terra, dai Gianvilla fino ai De Sangro, principi di San Severo e duchi di Torremaggiore. Oggi il Castello Ducale è sede del Museo Civico ed ospita reperti archeologici del vicino sito di Castelfiorentino dove, nel 1250, morì Federico II di Svevia.

Proprio la famiglia dei De Sangro lega con un sottile filo invisibile Torremaggiore alla città di Napoli. Raimondo de Sangro, infatti, noto per la Cappella Sansevero di Napoli in cui si può ammirare la celebre opera del Cristo Velato, era nato proprio in questo borgo pugliese nel 1710.

Ci inoltriamo nel Codacchio, centro storico di Torremaggiore, il cui nome deriva da un canto liturgico greco. Tra un vicolo e l’altro, ecco sbucare la Chiesa di Sant’Anna, voluta nel 1701 dal principe Paolo de Sangro come cappella di famiglia. La stessa venne donata successivamente da Raimondo alla confraternita del Rosario. Nel 1926, poi, venne gravemente danneggiata da un incendio e restaurata da Vittorio Rotelli, artista del luogo. Al suo interno si può ammirare la statua del Cristo bruciato, opera in legno risalente al 1700 e totalmente distrutta dall’incendio. In essa si ravvedono somiglianze con il Cristo Velato della Cappella Sansevero di Napoli. Da non perdere, poi, una visita della Chiesa matrice di Torremaggiore, intitolata a San Nicola e risalente al 1200.

Torremaggiore peranzana

La coltivazione della Peranzana

L’area di Torremaggiore, tradizionalmente a vocazione agricola, ha sviluppato nel corso degli anni un consolidato indotto che ha raggiunto l’eccellenza nella coltivazione e trasformazione dell’oliva Peranzana, una qualità particolarmente pregiata che i Principi de Sangro, duchi di Torremaggiore, importarono dalla Provenza. Da questa oliva si estrae un olio extravergine dall’intenso sapore fruttato, con lievi note di amaro piccante. Ciò l’ha resa una punta di diamante per la produzione dell’oro giallo, al punto che oggi si contano oltre sette milioni di ulivi sparsi su circa 10mila ettari di territorio, con migliaia di aziende coinvolte.

Torremaggiore peranzana

Soltanto nell’area di Torremaggiore sono decine le aziende produttrici. Non è raro, infatti, assistere ad un via vai di trattori fra le strade del centro che trasportano ceste cariche di olive da scaricare nei vari frantoi. Ce ne sono alcuni in pieno centro storico, come l’Antico Frantoio Ametta, affezionato ad un metodo di lavorazione con macina in pietra ed estrazione per pressione. Gli oleifici più grandi, invece, si trovano in periferia. Da Nonno Vittorio, ad esempio, l’olio viene confezionato nel frantoio subito dopo la raccolta per non perdere le caratteristiche originali di questa cultivar. Si producono oltre 20mila litri di olio extra vergine d’oliva ed attualmente sulla mia tavola c’è proprio una loro bottiglia.

Di più recente fondazione, invece, è il frantoio Principe Paviro. Nato da un’idea di tre fratelli che hanno saputo porre le basi per la creazione di un’azienda in cui oggi svolgono un ruolo di primo piano le nuove generazioni. Liliana, Gianna e Giovanna, figlie dei fondatori, hanno introdotto l’utilizzo di nuove tecnologie, migliorando le tecniche di lavorazione che consentono di molire e conservare i principi nutritivi. Inoltre, qui le olive biologiche seguono un percorso separato da quelle convenzionali. Il risultato è l’olio extra vergine di oliva Principe Paviro Biologico. È possibile anche gustare olii aromatizzati al limone, al tartufo, al peperoncino e al rosmarino.

L’eccellenza della produzione vitivinicola

Accanto alla produzione di olio extra vergine d’oliva, un’altra eccellenza del territorio è la produzione vinicola. Si contano vini di alta qualità prodotti da vitigni pregiati quali Trebbiano, Bombino, Malvasia, Montepulciano, Sangiovese, Verdesca e Ciliegiuolo. È possibile compiere un vero e proprio itinerario alla scoperta delle cantine più interessanti della zona. Parto dalla Cantina Ariano, che sorge tra San Severo  e Torremaggiore, in un contesto paesaggistico che spazia tra colori, profumi e sapori tipici del Promontorio del Gargano e del Tavoliere delle Puglie. La storica azienda agricola ereditata da Attilio Ariano, condotta dal 1997 con metodi di agricoltura biologica, nel 2005 si è dotata di una moderna struttura produttiva e di un impianto fotovoltaico.

Torremaggiore peranzana

Ad accoglierci, invece, nella moderna atmosfera della Cantina Sacco sono i giovani Alessandro e Matteo che portano avanti il sogno del padre Vincenzo di conservare la tipicità del vino prodotto, rispettandone il carattere originale ed autentico, senza alterarne le peculiarità con lavorazioni sofisticate. Le etichette che hanno permesso loro di imporsi nel panorama vitivinicolo pugliese raccontano storie e tutta la fatica necessaria per realizzare un prodotto di qualità. Dal Nero di Troia “Magis” a quello rosato “Una Notte”, da “Aleis” falanghina bio a “Terra Mij”, considerato il loro simbolo, realizzato a base di uve bianche Bombino e Malvasia.

Spostandosi a San Severo, la città dei Sette Campanili, si possono visitare molteplici cantine ipogee. Da non perdere una visita della Cantina D’Araprì, nata dall’idea di tre amici uniti dalla passione per il jazz, che si sviluppa in un dedalo di stanze sotterranee. In un’atmosfera affascinante in cui si fa sempre più intenso il profumo del vino, assistiamo al procedimento di sboccamento del loro pregiato spumante.

Torremaggiore peranzana

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Uno dei momenti più interessanti di questi itinerari enogastronomici è proprio la possibilità di assistere al dietro le quinte dei vari procedimenti di preparazione di prodotti pregiati come l’olio e il vino. Prodotti che rendono grandi i nostri territori e che dobbiamo supportare!