Tra le innumerevoli classifiche stilate dalle varie organizzazioni turistiche, troviamo le città più visitate, i paesi più pericolosi, i luoghi più curiosi e troviamo anche i paesi meno visitati al mondo, sulla base della classifica stilata dalla UNWTO, l’Organizzazione del Turismo Mondiale. Dieci paesi che si sono classificati agli ultimi posti dei paesi più visitati del mondo e che, vuoi per motivi legati al terrorismo, alle malattie, ai costi di viaggio, vengono decisamente evitati dai turisti.

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Al 1° posto di questa particolare classifica troviamo la Repubblica di Nauru con soli 200 visitatori all’anno, il che può sembrare un dato ridicolo quasi da non prendere in considerazione. Si tratta di un’isola di appena 21 kmq, con un territorio largamente devastato dall’attività estrattiva e per questo ormai dimenticato dal resto del pianeta.

Seguono Somalia, Tuvalu e Kiribati, con rispettivamente 500, 1.200 e 4.700 turisti l’anno. La Somalia ha perso appeal turistico a causa della guerra perenne, degli attentati ad opera di estremisti violenti e governi instabili che non riescono a controllare la situazione facendo letteralmente fuggire i turisti. L’arcipelago di Tuvalu, nel cuore dell’Oceania, invece, meriterebbe decisamente di più. Con le sue spiagge bianche e il mare limpido è a rischio estinzione a causa del riscaldamento globale che potrebbe presto sommergere le isole. Altro motivo, invece, impedisce di partire alla scoperta dei paradisiaci atolli di Kiribati: pessimi collegamenti aerei con relativi costi altissimi che ne impediscono una fruizione per il grande pubblico.

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Al 5° posto troviamo le Isole Marshall, con circa 5.000 visitatori l’anno, che trovano un ostacolo ad un aumento del turismo nella lontananza e quindi nel costo proibitivo per raggiungerle. Diverso discorso per la Guinea Equatoriale, con circa 6.000 turisti l’anno, dove è quasi impossibile ottenere un visto turistico ed è vietato fotografare qualsiasi cosa riguardi il governo. Paese considerato incontrollabile, alla stregua della Corea del Nord, è, invece, il Turkmenistan, che conta circa 7.000 turisti l’anno e che per questo viene evitato.

All’ottavo posto abbiamo le due isole Sao Tomè e Principe, che insieme costituiscono l’omonimo arcipelago, e che, a causa delle difficoltà di raggiungimento ( non esiste aeroporto quindi ci sono solo scarsi collegamenti via mare) e a causa delle arretratezze tecniche ( pensate che non esiste la possibilità di pagare con carta di credito), contano la cifra irrisoria di 8.000 turisti l’anno, un vero peccato considerata la bellezza di questi posti. Mancanza di infrastrutture minime e il rischio di contrarre gravi malattie, sono alla base dello scarso numero di visitatori (circa 15.000 l’anno) registrato nelle isole Comore.

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Infine al 10° posto di questa classifica troviamo l’Afghanistan con circa 17.500 turisti l’anno. Certo dire di voler visitare questo territorio potrebbe farvi passare per pazzi ma in realtà con le sue montagne selvagge e una cultura millenaria, se non fosse infestata dai terroristi, sarebbe una meta degna di essere visitata.

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