C’è un padiglione ad Expo Milano 2015 che ha davvero incantato e messo d’accordo tutti. Non appartiene ad un singolo paese ma potremmo dire che appartiene a tutto il mondo, sto parlando del Padiglione Zero, la vera porta d’ingresso ad Expo, la prima struttura che i visitatori si ritrovano di fronte, varcando i cancelli dell’esposizione universale di Milano.

Un viaggio alla scoperta di quanto prodotto dall’uomo dalla sua comparsa sulla Terra fino ad oggi. Ad accogliere i visitatori, tanti, una scritta in latino che dice “Divinus halitus terrae” cioè “il respiro divino della terra”.

Davide Rampello, curatore del padiglione, lo descrive così: “Vogliamo proporre un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, passa attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorre le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea. Un percorso emozionale che da racconto universale si fa storia individuale”.

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Varcata la soglia, inizia un viaggio che vi porterà a fare un tuffo nella storia dell’uomo, che è anche un viaggio nella storia del cibo e della conoscenza. Si comincia dalla sala nella quale si trova una gigantesca ed affascinante biblioteca in legno, con tanti cassetti, alcuni chiusi altri aperti, ognuno dei quali corrisponde ad un alimento, un animale, una pratica alimentare…

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Dopo aver attraversato uno degli archi della biblioteca, si arriva in una sala in cui vengono proiettate immagini dedicate a caccia, pesca, coltivazione e allevamento. In questa stessa sala è presente un grande albero secolare, alto 23 metri, che “buca” il soffitto ed esce oltre il tetto, per sottolineare il dominio della natura sull’uomo. A chi si chiede se l’albero sia vero o meno, dico subito che si tratta di una riproduzione molto realistica e ben fatta.

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C’è poi un’installazione molto scenografica che raccoglie i semi utilizzati nelle principali coltivazioni del mondo, una sala dedicata agli animali con riproduzioni di alcune delle specie che gli uomini hanno allevato o cacciato nel corso dei secoli, dai pesci appesi al muro al bufalo che cacciavano gli uomini preistorici, alle oche e ai conigli. E ancora si arriva, poi, alla sala degli attrezzi, dove sono esposti strumenti e utensili, insieme ad un grande mulino, utilizzati per coltivare la terra.

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Ci si sposta poi all’epoca dell’industrializzazione dell’alimentazione, con un grande plastico di circa 320 metri quadrati che mostra come l’uomo ha modificato l’ambiente circostante e ha cambiato il modo di produrre il cibo. Si arriva, poi, in una delle sale più suggestive denominata sala della Borsa. Qui troverete un muro digitale che raccoglie le fluttuazioni dei valori e il flusso senza sosta del consumo degli alimenti in tutto il mondo. Davvero d’impatto. Altrettanto d’impatto è l’installazione dedicata allo spreco del cibo con una collina gigante che riproduce una discarica formata dagli scarti quotidiani, uno dei temi chiave di Expo 2015.

Insomma tra i tanti padiglioni di Expo questo è assolutamente imperdibile e c’è già qualcuno che chiede a gran voce che al termine della esposizione universale non venga smantellato!

Qui trovate i racconti degli altri padiglioni di Expo Milano 2015:  Austria, Svizzera, Vietnam, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.

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