Thailand politics (1)

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Dopo mesi passati tra proteste e scontri, oggi 22 Maggio 2014 la situazione in Thailandia è definitivamente degenerata con un colpo di stato militare dichiarato dai capi delle Forze Armate e della Polizia. Addirittura si è arrivati alla sospensione della Costituzione. La Carta era stata promulgata dalle stesse forze armate nel 2007, l’anno successivo al golpe che costrinse l’allora premier, Thaksin Shinawatra, alle dimissioni. Il capo dell’Esercito ha assunto il potere esecutivo, dichiarandone la necessità al fine di regolarizzare la situazione politica e di avviare riforme.

La Farnesina, tramite il portale Viaggiare Sicuri avvisa tutti i cittadini italiani presenti in territorio thailandese o in procinto di partire che “Benché non vi sia alcuna connotazione xenofoba, ai residenti ed ai turisti si raccomanda la massima cautela e si invitano i connazionali ad evitare spostamenti non necessari fino a quando non saranno state chiarite le modalità di attuazione del colpo di stato. Soprattutto si invitano i connazionali a rispettare il coprifuoco imposto dalle ore 22 alle ore 5.

La crescente tensione politica tra le forze pro-governative e quelle ad esse contrarie (una ventina di morti e centinaia di feriti negli ultimi sei mesi di proteste) ha indotto il capo dell’Esercito a proclamare la legge marziale, che è in vigore in tutta la Thailandia dal 20 maggio 2014.

La legge marziale affida la gestione dell’ordine pubblico alle Forze armate, che hanno da subito imposto ai manifestanti delle due fazioni contrapposte di non muoversi dalle rispettive aree di assembramento a Bangkok (PDRC a Ratchadamnoen, Camicie Rosse nella zona di Buddhamonton) e di non manifestare per le strade.”

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