Tornano su World Trips, i vostri racconti di viaggio, con le vostre esperienze dirette in giro per il mondo. Questa volta leggiamo il racconto di Ornella che ci porta in Andalusia in Cabrio, un sogno che aveva da anni e che ha scelto di realizzare in occasione del suo compleanno.

di Ornella Carrera

Desideravo da sempre una vacanza in Cabrio. Per i miei 60 anni ho deciso di realizzare questo sogno. Ho scelto un luogo adatto al mese di settembre, un periodo meno affollato dell’estate.

Et voilà: Andalusia

Nella foto: tesa, ma felice, sto prendendo confidenza con cambio automatico, pulsante per aprire/chiudere la capote, navigatore, dimensione dell’auto,  parole come izquierda, derecha, derecho, recuerda.

andalusia in cabrio

Dieci giorni, un migliaio di chilometri fra autostrade, statali, litoranee, strade di montagne, calle di paesini e sterrate lungo il mare. Tutto è andato bene con la Cabrio, grazie soprattutto al segnalatore acustico per i parcheggi e al contributo aggiuntivo del prezioso navigatore umano.

Vi racconterò brevemente solo due giornate di questo viaggio, tralasciando le più consuete narrazioni su questa regione: la salita del Pico del Veleta e la giornata nel Parco de Cabo de Gata.

Il Pico del Veleta è la terza cima iberica continentale, alta 3.392 metri. Alcuni ciclisti raggiungono questa vetta in giornata partendo da Granada,  percorrendo una cinquantina di chilometri e 2.500 metri di dislivello. Credeteci, li abbiamo incontrati!

Più modestamente, noi abbiamo raggiunto in Cabrio l’Albergue Universitario a Hoya de la Mora e poi con un minivan siamo arrivati a 3.000 mt. A piedi abbiamo percorso l’ultima ora per raggiungere la vetta. Un panorama a 360° sulla Sierra Nevada e sull’altopiano sottostante, fino a Granada. Dal lato opposto, verso Almeria, abbiamo immaginato il mare perché c’era un po’ di foschia. Siamo ridiscesi a piedi fino al rifugio, 900 metri di dislivello, incontrando barranchi e cabras montanas che abbiamo deciso, consultando traduzioni e foto in web, trattarsi di stambecchi e non di “volgari” capre. Poi le emozioni del tramonto, della stellata e dell’alba del mattino dopo.

Cena e Pernottamento presso l’Albergue Universitario de Sierra Nevada, spartano ma accogliente.

andalusia

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racconti di viaggio

 

San Josè è un piccolo paese bianco sul mare all’interno del Parco di Cabo de Gata.

Da qui, con un paio di chilometri di sterrata, siamo arrivati ad un parcheggio dove abbiamo lasciato la Cabrio.

La strada continua per circa 5 km e sale fino a 200 metri sul livello del mare fino alla Torre di Vela Blanca da cui si gode una splendida vista da un lato verso il Cabo de Gata e dall’altro sulle numerose cale verso San Josè.

Vento, spazio, luce, azzurro cielo e azzurro mare.

andalusia

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Tornati sui nostri passi ci siamo fermati per una lunga serie di bagni prima nelle onde agitate di Playa de Monsul e poi nella tranquilla Playa de Genoveses con la compagnia di pochi altri bagnanti e molti pesci.

andalusia

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Per concludere la giornata, che da sola avrebbe dato senso a tutto il viaggio, ci siamo regalati una cena di pesce al Mesón El Pescador di San Josè. Forse l’ultima occasione della stagione per una cena all’aperto.

Nell’ultima foto: sono felice! Ce l’ho fatta! andalusia in cabrio

Ringraziamenti

Ringrazio Diego che mi ha accompagnato con  pazienza in questo viaggio e ha perso qualche mese di vita per la tensione durante alcune manovre azzardate.

Ringrazio Giulia, mia figlia, che mi sprona costantemente a diffidare dei pregiudizi.

Ringrazio la lingua spagnola che grazie alla sua musicalità permette di comunicare con facilità e piacere, anche se non l’hai mai studiata.

Ringrazio i  tre anni di studio di lingua araba  che mi hanno permesso di riconoscere quelle quattro parole in croce scritte su alcuni palazzi nelle zone arabe di Granada e di altre cittadine.

Ringrazio gli automobilisti spagnoli che con la loro guida ordinata e paziente  hanno tollerato la mia presenza sulle loro strade.

Ringrazio Federico Garcia Lorca per tutte le sue poesie, in particolare per “La cogida y la muerte” (“Alle cinque della sera”). E Pedro Almodóvar per i suoi film ed i suoi personaggi.

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