In tanti credono che la Terra Santa sia solo Israele e invece la Giordania custodisce alcuni luoghi della Cristianità tra i più importanti del pianeta come, ad esempio: Betania, Madaba e il Monte Nebo.
Il Regno di Giordania è stato testimone di storie importanti riportate nella Bibbia. Qui hanno vissuto, o quanto meno sostato, figure come Abramo, Mosè, Giovanni Battista, Elia e, ovviamente, Gesù. Secondo le parole dei profeti Abramo, Giobbe e Mosè nell’Antico Testamento, Dio si sarebbe manifestato all’uomo per la prima volta proprio in terra giordana.
L’area di grande importanza storica e spirituale comprende le terre a est del fiume Giordano, arrivando fino al Mar Morto, nella parte occidentale della Giordania. La maggior parte dei siti sacri della Giordania sono stati identificati e resi facilmente visitabili per i pellegrini ma, grazie ai più moderni mezzi della tecnologia, ogni giorno è una continua scoperta con nuovi siti che vengono riportati alla luce tra l’eccitazione di archeologi e fedeli.
Nel corso del mio viaggio in Giordania, ho visitato tre luoghi simbolo del Cristianesimo: Betania, Madaba e il Monte Nebo.
Betania
Anche conosciuta come Betania oltre il Giordano, è il vero luogo in cui Gesù venne battezzato da Giovanni Battista e si trova a circa 45 minuti di macchina da Amman. Venne ufficialmente dichiarato luogo del battesimo nel 1996 a seguito di sorprendenti scoperte archeologiche. Anche la Bibbia (Giovanni 10:40) parla di questo luogo quando, dopo aver rischiato quasi la lapidazione a Gerusalemme, “Gesù se ne andò di nuovo oltre il Giordano, dove Giovanni da principio battezzava, e là si trattenne”. Fu proprio a Betania che Gesù, dopo essere stato battezzato da Giovanni Battista e unto da Dio, si rivelò pubblicamente. Fu sempre a Betania che Gesù chiamò a sé i primi discepoli: Simone, Pietro, Andrea, Filippo e Natanaele.
Dal sito di Betania è possibile vedere in lontananza quella che sarebbe stata la grotta dove visse e operò Giovanni Battista. Papa Giovanni Paolo II celebrò una messa proprio in questo posto nel corso della sua visita in Giordania nel marzo del 2000.
Madaba
Madaba è un altro luogo più volte citato nell’Antico Testamento con nomi diversi ma tutti riconducibili allo stesso posto. È stata a lungo una delle principali città carovaniere dell’Asia ed è conosciuta come la città dei mosaici. L’attrazione principale, infatti, è un mosaico custodito nella chiesa ortodossa di San Giorgio: una mappa mosaico che ritrae Gerusalemme e la Terra Santa, risalente al VI° secolo e considerata la più antica mappa religiosa della Terra Santa giunta fino ai giorni nostri. Si calcola che fosse composta da circa tre milioni di tessere.
La mappa venne scoperta durante lavori di restauro della chiesa. Proprio questi lavori l’hanno danneggiata irrimediabilmente, riuscendo a salvarne solo la parte centrale, osservando la quale, però, è possibile scoprire alcune cose. Ad esempio, osservando la mappa si può notare che il Mar Morto viene raffigurato navigabile, cosa che oggi non è più fattibile. Sono decine, però, le chiese sparse per Madaba che custodiscono tesori d’arte dal valore inestimabile, risalenti a duemila anni fa.
P.S. Concedetevi una passeggiata per il centro di questa cittadina perché è davvero gradevole!
Monte Nebo
Non lontano da Madaba, ecco che si trova il Monte Nebo, il luogo sacro forse più venerato della Giordania, tappa finale dello storico viaggio di Mosè dall’Egitto verso la Terra Promessa, la Terra Santa di Canaan in cui, però, non sarebbe mai riuscito ad entrare. Si dice che proprio qui, sul Monte Nebo, Mosè morì e fu sepolto ed infatti all’interno della nuova Basilica del Memoriale di Mosè, della cui realizzazione si sono occupati i Frati Francescani, si trova proprio quella che sarebbe la sua tomba, nonostante in realtà non siano mai state trovate tracce del suo corpo.
All’interno della basilica sono custoditi mosaici bizantini dal valore inestimabile appartenuti alla prima chiesa costruita nel tardo IV° secolo per commemorare la morte di Mosè. La croce con il serpente, situata all’esterno del santuario, simboleggia, invece, il serpente di rame innalzato da Mosè nel deserto e la croce su cui fu crocifisso Gesù.
Dalla cima del Monte Nebo si gode di una vista mozzafiato che va dal Mar Morto alla valle del Giordano, da Gerico fino alle colline di Gerusalemme. Lo stesso panorama visto da Giovanni Paolo II in occasione della sua visita nel 2000, la stessa scena vista da Mosè più di 3.000 anni prima.
Insomma i luoghi della Cristianità in Giordania sono davvero carichi di significato e sono più numerosi di quelli che vi ho raccontato io. Cosa aspettate a scoprirli anche voi?!















