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Amici di World Trips oggi vi presento Marco, un viaggiatore per passione che ci racconterà la sua esperienza di vita e di viaggio tra Myanmar e Thailandia. Prima del suo racconto, però, conosciamolo meglio attraverso le sue parole…

marco vendittelliMi chiamo Marco Vendittelli ho 25 anni, sono di Sorrento e lavoro come custode in un condominio. La mia grande passione è sempre stata la geografia e fin da piccolo ho iniziato a fantasticare su luoghi lontani. Intorno ai 20 anni, con i primi risparmi, ho incominciato a viaggiare e non mi sono più fermato. Zaino in spalla…. e via! Penso che non ci sia un modo migliore per viaggiare perchè ognuno ha i suoi ritmi e le sue esigenze, io preferisco entrare in contatto con la popolazione locale in modo da poter comprendere meglio i propri usi e costumi. Durante questi anni sono molti i posti che mi sono entrati nel cuore, uno di questi è Sarajevo, un incredibile mix di religioni, moschee, chiese, sinagoghe e poi la sua Bascarsija è semplicemente stupenda. Altri luoghi che mi hanno colpito sono state le montagne del Nepal e poi, ho avuto la fortuna di visitare uno dei luoghi più caldi del mondo il Lago Assal a Djibouti, ma posso dire tranquillamente che ogni posto ha il suo fascino e al rientro a casa si avrà di certo imparato qualcosa!

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Il 12 febbraio alle 6:30 di mattina finalmente atterro a Yangon dopo un lungo viaggio, mi controllano varie volte il visto e poi finalmente riesco a mettere piede fuori dall’aereoporto dove ad aspettarmi c’è un caldo soffocante. Raggiungo la mia guest house con un taxi per 6000kyat (circa 6 euro, ricordate di contrattare sempre con tutti) e lì mi incontro con il mio amico Mario. Sistemato lo zaino, parto subito alla scoperta di Yangon dove l’afa e il caos la fanno da padroni, la sua attrazione principale è la Shwedagon Pagoda, un complesso di templi e pagode dorati veramente molto belli, il fatto strano è che a me il ticket l’hanno fatto pagare all’uscita mah….

Yangoon

Il giorno successivo visito la casa di Aung San Suu Kyi, circondata dal filo spinato, e il lago cittadino Inya, dove mi fermo a mangiare uno spiedino di pollo e mi gusto una buona birra Mandalay. Dopo un altro giorno a girare per Yangoon, ormai stufo del suo caos, il 15 decido di partire per il lago Inle col bus notturno. Alle 6.30 puntuali arrivo a Nyaung Shwe, il villaggio principale del lago, e qui è tutta un’altra storia rispetto a Yangoon, ci sono molti turisti, qualche buon posto dove mangiare (consiglio il Drum Bar, ottimo il suo lassi) e soprattutto si respira la vera anima del Myanmar, quella della campagna.

Lago Inle

Insieme ad una coppia spagnola decidiamo di fare il giro in barca insieme, in modo da dividere la spesa (4000kyat a persona), beh il lago nonostante sia preso d’assalto dai turisti è stupendo, con interi villaggi costruiti su palafitte, e la possibilità di visitare la fabbrica dei sigari, degli ombrelli e della lavorazione del fiore di loto. Il giorno successivo ho affittato una bici e sono arrivato alle Red Mountain dove si produce l’ottimo ma poco conosciuto vino locale, e così dopo un bicchiere di vino sono ripartito e ho costeggiato l’intero lago passando tra mercati che vendono di tutto e villaggi bellissimi dove il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso.

red mountain

Dopo tre giorni a spasso per il lago Inle è venuto il tempo di partire destinazione Loikaw nel Kayah State, aperto ai turisti solamente dal mese di Maggio 2013. Loikaw mi è sembrata una città surreale, nessun turista, gente che ti ferma per strada per potersi fare una foto con te, al centro della città si erge una roccia con alcune pagode veramente molto belle, ma il motivo per cui sono arrivato fin qui è…..

loikaw

 

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