Il mio primo impatto con Ostuni non è stato dei migliori. Tra ripide stradine ed infinite scalinate da percorrere con bagagli al seguito, all’inizio l’ho detestata. Mi sono bastati pochi secondi fermo ad osservarla, però, per cambiare totalmente opinione ed innamorarmene perdutamente.

A dispetto della percezione cool che si può avere di Ostuni, in quanto rinomata destinazione turistica pugliese, unica della Valle d’Itria ad avere uno sbocco sul mare, la “Città Bianca”, conosciuta con questo appellativo per il colore candido delle sue abitazioni, custodisce una lunga storia alle spalle e scorci davvero unici.

Ostuni è un piccolo borgo che riuscirete a visitare nell’arco di un pomeriggio. Se vi state chiedendo cosa fare o cosa vedere, il consiglio che posso darvi è di perdervi tra i vicoli della città vecchia, un dedalo di strette stradine incastonate tra edifici dal colore bianco. Vi ritroverete a salire e scendere e a ripercorrere gli stessi luoghi più e più volte. Ma il bello di un piccolo centro come Ostuni è anche questo: finire per conoscerne ogni angolo e sentirsi un pò come a casa propria.

Dormire nel centro storico di Ostuni

Per respirare appieno lo spirito di Ostuni, è fondamentale dormire nel centro storico, meglio ancora se in un appartamento. L’area è quasi tutta pedonale o a traffico limitato, per cui non avrete problemi di smog o rumori molesti. È un modo per vivere la realtà di Ostuni da protagonisti senza doversi stressare con noiosi spostamenti, sentendosi parte della città stessa. Io ho soggiornato in luogo davvero unico: PantaRei, una stupenda luxury room dall’atmosfera elegante e raffinata, in cui mi sono sentito coccolato e a mio agio dal primo istante.

Il vero pezzo forte di questo appartamento di lusso nel cuore di Ostuni è la jacuzzi privata scavata nella roccia, dove potersi rilassare sorseggiando un buon calice di Negramaro. In questo appartamento, curato nei minimi dettagli, troverete anche un lavello, un bollitore con una serie infinita di tisane, l’angolo camino con fiori e candele. Insomma davvero un piccolo angolo di paradiso.

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♦ La Porta Blu di Ostuni

In cima alla scalinata del Borgo Antico Bistrot e poco lontano dalla cattedrale, si trova la Porta Blu di Ostuni, considerata da molti come il simbolo della Città Bianca. Si tratta della comune porta d’ingresso di una casa vacanze, dipinta nei colori del blu e del verde a richiamare quelli delle acque del mare Adriatico. Proprio di fronte a questo luogo divenuto un’icona, c’è un’altra porta dai colori sgargianti perfetta per una foto ricordo. Entrambe le porte le potete trovare in via de Landria Balsamo.

♦ L’Arco Scoppa

Poco prima di arrivare alla Cattedrale di Ostuni, si passa sotto l’Arco Scoppa, anche conosciuto come la Loggia, che collega il Palazzo del Seminario a quello Vescovile. Realizzato inizialmente in legno e costruito su ispirazione del Ponte dei Sospiri di Venezia, venne trasformato in pietra dal Cardinale Scoppa nel 1750 per renderlo più stabile.

♦ La Cattedrale di Ostuni

La Cattedrale di Ostuni svetta in tutta la sua bellezza sulla collina più alta della Città Vecchia. La sua architettura in pietra in contrasto con il bianco intenso delle abitazioni, la rende visibile da chilometri di distanza. Affacciata su Largo Trinchera, appare incastonata alla perfezione negli stretti spazi del centro storico. Le prime notizie di questa chiesa risalirebbero addirittura alla seconda metà dell’XI secolo ma la struttura che vediamo oggi venne edificata tra il 1469 e il 1495, dopo il terremoto del 1456. A favorirne la costruzione furono i sovrani del Regno di Napoli Ferdinando d’Aragona e Alfonso II.

Impossibile non rimanere impressionati dinanzi al grande rosone centrale, considerato il più bello di tutta la Puglia. Di chiaro stampo gotico, è composto da un fregio con dodici profeti a cornice di una raggiera di ventiquattro arcate rette da colonne in pietra. Al centro appare Cristo Salvator Mundi che regge il globo terracqueo. L’interno della Cattedrale è a croce latina con tre navate separate da colonne in marmo ed archi affrescati. Tra i numerosi tesori custoditi al suo interno, vi segnalo i busti di Santo Oronzo e San Biagio, diverse tele settecentesche raffiguranti scene della vita di Gesù e i resti del dipinto del Ritrovamento della Vera Croce, risalente al XVI secolo e raffigurante il ritrovamento da parte dell’imperatrice Elena, madre di Costantino, della Vera Croce tra le numerose accumulate sul Monte Calvario.

♦ Piazza della Libertà e l’Obelisco di Sant’Oronzo

Si potrebbe quasi dire che tutte le vie portano in Piazza della Libertà. Per quante volte percorrerete su e giù i vicoli di Ostuni, infatti, finirete per ritrovarvi in questa che è la piazza principale della città. Qui si trova il Municipio, che dal 1887 è ospitato nell’ex Convento di San Francesco risalente al 1300 con, al suo fianco, la Chiesa intitolata al Patrono d’Italia. L’intera piazza, poi, è circondata da bar e ristoranti e se siete alla ricerca di un ottimo gelato, andate da Ciccio in Piazza. Infine, simbolo indiscusso della piazza e della città, è l’obelisco di Sant’Oronzo, patrono e protettore di Ostuni. Venne eretto nel 1771 come atto di ringraziamento nei confronti di Sant’Oronzo per aver risparmiato gli ostunesi dalla peste che nel 1740 stava colpendo il Regno di Napoli. L’obelisco è alto ben 21 metri e venne scolpito in stile barocco utilizzando la pietra locale.

Dove andare a mare ad Ostuni

Benché Ostuni sorga su una collina, resta pur sempre una rinomata destinazione balneare. La città, infatti, è separata dai suoi 17 km di costa soltanto dalla immensa distesa di ulivi secolari, vero tesoro di questa regione.

Sono tante le spiagge belle, spesso premiate con la bandiera blu, in cui potersi rilassare. Io ho scelto di fermarmi a Torre Pozzelle, a 15 minuti di auto da Ostuni, in cui le scogliere si alternano a piccole spiagge bianche con un mare dai colori paradisiaci.

Un’alternativa può essere la Riserva Naturale e Area Marina Protetta di Torre Guaceto, che dista, però, circa 25 km dal centro. Infine, vi segnalo: Rosa Marina, con meravigliose spiagge sabbiose, Torre Canne, Pilone e Creta Rossa.

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