Dopo una breve pausa, che mi ha visto anche tornare ad Expo Milano 2015, torno a raccontarvi dei vari padiglioni di questa esposizione universale. Dopo Austria, Svizzera, Vietnam, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, oggi vi parlo del padiglione Nepal.

Quando ho visitato per la prima volta Expo Milano 2015 a fine maggio, il padiglione del Nepal era visitabile ma sostanzialmente era chiuso, non c’era nulla da vedere, se non alcune strutture in legno. La colpa del ritardo, però, non era da addebitare all’organizzazione ma purtroppo al terribile terremoto del 25 aprile scorso che è costato la vita a più di 8mila persone, devastando il paese. A seguito di quell’evento, infatti, tutti gli operai nepalesi impegnati a lavorare sul sito, decisero di tornare a casa per aiutare le proprie famiglie. In tutti questi mesi, però, a completare i lavori ci hanno pensato le maestranze italiane e finalmente, lo scorso 12 luglio, il Nepal ha potuto ufficialmente festeggiare l’apertura del suo padiglione ad Expo Milano 2015, un padiglione costituito da un percorso scandito da colonne scolpite in legno con la narrazione di storie e preghiere.

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E così, quando sono tornato ad Expo a fine luglio, ho potuto ammirare anche io lo splendido padiglione con la bellissima atmosfera che si respira. Tra l’altro, è uno dei primi padiglioni che incontrerete una volta imboccato il Decumano, il lungo vialone ai cui lati si trovano tutti i padiglioni di questa esposizione universale di Milano.

La scelta del Nepal di partecipare ad Expo Milano è legata ad un’esigenza precisa. Il paese ha una popolazione di oltre 26 milioni di abitanti e la sua economia è prevalentemente agricola e industriale. La produzione di cibo nel Paese, però, non riesce a tenere il passo della crescita demografica. Una delle cause è la mancanza di un’irrigazione adeguata dei campi agricoli, così come è limitata la produzione di energia. Da qui la decisione di partecipare a Expo Milano 2015 per aumentare l’attenzione sulla necessità di adottare programmi di sviluppo capaci di garantire ad ogni persona la quantità di cibo di cui ha bisogno.

La struttura richiama la forma del mandala, il diagramma circolare composto dall’unione di figure geometriche che richiama il cerchio della vita. L’idea è di far calare i visitatori nell’atmosfera tipica degli antichi insediamenti delle valli di Kathmandu, con porticati e templi caratterizzati da 42 colonne intagliate a mano, con le caratteristiche preghiere colorate che circondano la struttura, al cui centro si trova uno splendido Buddha dorato.

All’ingresso della struttura troverete anche un salvadanaio per la raccolta di fondi da destinare alla popolazione nepalese colpita dal terremoto!

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