Ferrarelle supporta le Giornate Fai di Primavera per l’ottavo anno consecutivo ed invita tutti a visitare il Parco Sorgenti di Riardo e le bellezze d’Italia.

Sabato 22 e domenica 23 marzo Ferrarelle riconferma il suo sostegno alle Giornate FAI di Primavera, nell’ambito delle quali è inserito tra gli oltre 1000 siti aperti al pubblico anche il Parco Sorgenti di Riardo, la splendida area campana e casertana di 135 ettari che custodisce le fonti delle acque minerali Ferrarelle, Santagata e Natía e gode del patrocinio della Fondazione.

Condividendo con il Fondo Ambiente Italiano l’amore per il nostro paese e come gesto di riconoscenza nei confronti del proprio territorio, Ferrarelle ha avviato la sua collaborazione con il FAI nel 2010 proprio con il progetto di valorizzazione del suo Parco Sorgenti aperto al pubblico e visitabile su prenotazione tutto l’anno ed inserito nell’Albo delle Fattorie Didattiche della Campania.

L’Oasi Ferarrelle FAI è una delle realtà territoriali più interessanti dell’Alto Casertano. Un pezzo di paesaggio Italiano in cui Natura e Territorio si fondono con Industria e Cultura con un forte senso di Responsabilità Sociale di Impresa. All’interno dell’Oasi, la Masseria Mozzi, oggi sede dell’Azienda Agricola Masseria delle Sorgenti Ferrarelle e punto di ristoro dei visitatori, è un tipico esempio di casa rurale dei primi dell’800, di cui è stato effettuato un attento restauro conservativo.

Un altro gioiello che sarà aperto al pubblico grazie alla collaborazione tra il FAI e Ferrarelle sarà Palazzo Donn’Anna e, in particolare, la Fondazione De Felice che permetterà di visitare il teatro di Palazzo Donn’Anna e di scendere nelle grotte sotterranee al livello del mare.

Palazzo Donn’Anna fu costruito a partire dal 1642 per la volontà di donna Anna Carafa, andata in sposa nel 1636 al duca di Medina don Ramiro Núñez de Guzmán, nominato viceré l’anno successivo da Filippo IV. Il progetto per la realizzazione del monumentale edificio vicereale fu commissionato a Cosimo Fanzago che ne iniziò la costruzione con un impiego imponente di uomini e mezzi. Di particolare interesse architettonico sono il teatro, ora sede della Fondazione De Felice, e le sottostanti grotte, seicentesco imbarcadero di accesso al Palazzo. L’edificio, rimasto incompiuto, ha assunto nei secoli lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale di Posillipo.

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