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Napoli Sotterranea: un viaggio affascinante nel sottosuolo della città partenopea partendo dalla storica via dei Tribunali!

Il sottosuolo di Napoli è nato con la città ed è cresciuto nei decenni, al punto di trovarci oggi di fronte alla storia di una Napoli Sotterranea. Di Napoli tutti, o quasi, apprezzano le incredibili bellezze artistiche, la cultura, la musica, il golfo, ma pochi conoscono la storia del suo sottosuolo. Potremmo parlare quasi di una città sotto la città.

Diverse sono le porte d’ingresso verso la discesa di oltre 40 metri che conduce ad un intricato labirinto di cunicoli, cisterne e cavità, che si estendono sotto la superficie di gran parte del centro storico cittadino. Io sono entrato da via dei Tribunali all’altezza di piazza San Gaetano, per un’esperienza davvero memorabile.

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I primi casi di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa. A partire dal 470 a.C., poi, i Greci cominciarono la trasformazione della morfologia del sottosuolo, prelevando grosse quantità di tufo per la costruzione di mura e templi. Così facendo, crearono vaste aree sotterranee usate come cisterne adibite alla raccolta di acqua piovana. I romani costruirono, poi, in epoca augustea, un vero e proprio acquedotto per l’approvvigionamento di acqua potabile attraverso una rete di cunicoli collegati a cisterne. A calarsi in questi pozzi erano i cosiddetti “pozzari“, i quali consentivano l’accesso delle famiglie alle riserve d’acqua.

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Una delle caratteristiche della città è sempre stata quella di essere costruita dalle sue stesse viscere, cioè i materiali per la costruzione venivano reperiti nelle cave proprio sotto il manto stradale dove sarebbero sorti i palazzi. In più, un editto di fine’500, per tenere sotto controllo l’espansione di Napoli, vietò l’ingresso di materiali per la costruzione dall’esterno. L’unica soluzione, dunque, era estrarli direttamente dal sottosuolo, ampliando la già estesa rete di cunicoli e cave sotterranee.

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Agli inizi del’900 si cessò di scavare e fu costruito un nuovo acquedotto, ancora oggi in funzione. Nel corso della seconda guerra mondiale, poi, quelle cave vennero utilizzate come rifugi per proteggersi contro i bombardamenti aerei. Si parla di oltre 430 ricoveri sotterranei per un totale di oltre 600 indirizzi dai quali vi si poteva accedere.

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Attualmente è possibile visitare parte di questo intricato labirinto con tour di circa 2 ore accompagnati da una guida. Molte altre cave, invece, non sono più raggiungibili in quanto ostruite dai detriti scaricati abusivamente nei pozzi, negli anni del dopo guerra.

Curiosità: la temperatura in queste cave è abbastanza regolare tutto l’anno, soprattutto se molto lontane dall’esterno, e si aggira sui 17°. Molto alta, invece, l’umidità che tocca anche il 95%.

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