La Thailandia è una terra dalle mille sfaccettature e dalle molteplici sorprese e contraddizioni. Nota anche come Siam, che è stato il nome ufficiale della nazione fino al 1939 e in seguito per un breve periodo dal 1945 al 1949, data della definitiva assunzione dell’attuale denominazione. La parola Thailandia deriva da Thai, aggettivo che significa libero nella lingua thailandese.

A circa 100 chilometri dalla confusionaria capitale Bangkok esistono dei luoghi incredibili come il mercato galleggiante sul fiume nella località di Damnoen Saduak. Il “Damnoen Saduak” è il canale che fu scavato dai soldati sotto il regno del Re Rama IV. A quei tempi, senza fiumi e canali era difficilissimo spostarsi, per questo motivo Rama IV, preoccupato della crescita economica, decise di far scavare questo canale che collega il fiume Taachin con il Maeklong.

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Il mondo ormai è globalizzato, certamente il mercato non è più quello di vent’anni fa, è diventato un’attrazione turistica, nonostante ciò, ad un occidentale non capita tutti i giorni di vedere queste lunghe barche, le caratteristiche long tail boats, adibite a cucine, negozi e qualsiasi tipo di attività.

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Utilizzando proprio queste lunghe e strette barche di legno, è possibile sfrecciare attraverso l’intricato reticolo di canali, osservando templi, palafitte, i caratteristici altari animisti, le risaie dove lavorano gli agricoltori. Da notare che gli abitanti di queste zone lavano piatti e vestiti direttamente nelle acque, non proprio pulite, di fronte alle proprie abitazioni. Ricordo ancora la raccomandazione di non parlare durante la traversata per evitare di ingerire l’acqua del fiume.

Quindi, benchè il mercato oggigiorno sia diventato una trappola per turisti, conserva intatta la sua peculiarità e vale sicuramente la pena farci un salto.

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