Wallerally, Week 5: terzo appuntamento con il diario di viaggio che segue le (dis)avventure di Stefano ed Enrico fino in Mongolia. Il filo diretto per raccontare come procede la loro avventura in questo Mongol Rally.

Riprendiamo il racconto dall’ingresso in Iran, un paese che ha davvero rapito (non in senso letterale sia chiaro) i nostri due wallerally.

L’attraversamento della frontiera non è stato dei più semplici, come facilmente immaginabile. Ad accoglierli un bel gruppo di militari incuriositi da questi due ragazzi (a dire il vero mi dicono che Enrico ha infranto più di un cuore tra i militari iraniani ma chissà se sapremo mai la verità!!). Fermati dalle forze militari, vengono sottoposti a tante domande, causate anche dalle attrezzature tecnologiche presenti sulla macchina, su tutte: le telecamere montate su Wallerella e il drone.

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A causa della presenza del drone, impauriti che Stefano ed Enrico potessero essere spie (no ma dico li vedete voi a fare le spie????) smontano e rimontano la macchina più di una volta, con i passaporti in mano agli iraniani.

Finalmente, dopo oltre 6 ore, quando sembrava tutto pronto per superare la frontiera, ecco nuovi controlli e nuove domande sotto il sole tremendo dell’Iran.

Dopo circa 7 ore riescono davvero a superare il confine e ad entrare in Iran ma ormai era troppo tardi per raggiungere Teheran e così decidono di fermarsi a Zanjan, ospiti di una ragazza iraniana, che era stata in Italia a studiare e che Enrico aveva conosciuto tramite couchsurfing.

Il tempo a disposizione, però, è poco e dunque, nemmeno il tempo di ringraziare per l’ospitalità che eccoli di nuovo in viaggio verso Teheran, dove ad aspettarli trovano due nuove wallerelle: Antonia e Michela, vincitrici del contest indetto dopo il rapimento del principe.

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Tanta la contentezza di vedere volti familiari, forse troppa. Ripartono, infatti, con un portellone laterale aperto che perdono in autostrada. Recuperato era ormai compromesso. Il viaggio in autostrada è stato mitico. Numerose le soste per scattare foto con la gente del posto.

Arrivati a Teheran, dopo aver risolto alcuni problemi burocratici e dopo una sosta da vari meccanici, si concedono (finalmente) un giro per la città, grazie a Mery e la sua amica Neda.

Grande l’ospitalità degli iraniani che addirittura in una sosta da un meccanico per un cambio ruote a Wallerella hanno voluto coprire loro le spese in quanto li consideravano ospiti d’onore. In serata anche una cena tipica con tanti amici iraniani durante la quale Stefano si è cimentato nell’arte del canto.

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Nel tragitto da Teheran alla tappa successiva c’è stato anche uno stop causato dalla Sepa, polizia segreta attiva in Iran di cui molti iraniani sono addirittura all’oscuro. Ovviamente a chi potevano fermare? Fortuna che ad accompagnare i 4 wallerally ci fosse un amico iraniano che si è potuto confrontare con loro in farsi. Alla fine, dopo un po’ di apprensione, foto e selfie per tutti e via di nuovo in viaggio…

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Arrivati a casa di Muhammad Reza, l’amico che ha fatto il viaggio con loro, entrano subito nello stile di vita iraniano. Superata la notte, è tempo di cominciare a pensare al Turkmenistan e ai visti per le ragazze, in assenza dei quali non sarebbero potute entrare nel paese.

Raggiungono la località di Damghan, dove trovano una splendida moschea che però risultava chiusa. Sulla porta, un numero di telefono scritto col gessetto…provano a chiamare e a rispondere è l’Imam del posto che non solo si offre di aprire loro la moschea per fargliela vedere ma li invita anche a pranzo a casa sua in compagnia della famiglia. Nonostante le difficoltà nella comunicazione, è stata grande l’emozione di condividere momenti di vita reale e quotidiana con questa famiglia iraniana. Hanno lasciato loro alcune magliette Wallerally Bam che sono state accolte quasi come un trofeo.

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Il tempo purtroppo è tiranno e quindi dopo aver ringraziato questa famiglia si spostano verso il confine con il Turkmenistan. Lungo la strada, però, la macchina si ferma in quanto a secco. Non poche le difficoltà nel fare benzina a causa delle dimensioni dell’imbuto. Superata la questione benzina, si propone un altro problema: le ruote completamente consumate!

Il cambio ruote si è rivelato più complicato del previsto al punto da dover ricorrere all’aiuto telefonico di Fabio Gianfico che, come ben sapete, è il vero creatore di Wallerella. Solo grazie ai suoi consigli riescono a superare anche questo ostacolo.

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Arrivati al confine tra Iran e Turkmenistan, sale un po’ d’ansia. Ad accoglierli un fossato ricoperto da filo spinato con un ponte per attraversarlo. Ma di questo vi racconterò la prossima volta!

A presto con Wallerally, Week 6!

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