Cari amici viaggiatori, oggi voglio raccontarvi come organizzare un viaggio in Cappadocia al meglio e senza spendere cifre esagerate.



Cominciamo col dire che la Cappadocia, affascinante regione della Turchia centrale, non è una destinazione adatta ai pigri o a chi cerca il semplice relax. Per godere al massimo del paesaggio e delle attrazioni che offre, la sveglia deve suonare inesorabilmente prima che sorga il sole, altrimenti finireste per perdere una gran parte dello spettacolo.

L’aeroporto di riferimento per chi sceglie di soggiornare tra Goreme o Uchisar, è quello di Nevsehir, facilmente raggiungibile dall’Italia con la compagnia Turkish Airlines, facendo scalo a Istanbul. Da Istanbul a Nevsehir il tragitto è di circa 50 minuti di volo. Se invece il vostro albergo dovesse trovarsi in zona Urgup, l’aeroporto più comodo potrebbe essere quello di Kayseri, sempre servito dalla Turkish Airlines e da altre compagnie.

Una volta sbarcati all’aeroporto di Nevsehir, dovrete spostarvi in uno dei tanti borghi che vengono utilizzati dai turisti come base di appoggio per poi scoprire la regione. Io ho soggiornato nel piccolo centro di Uçhisar, con vista diretta sullo spettacolo delle mongolfiere che si alzano in volo alle prime luci dell’alba.

Con la sua posizione arroccata su una piccola montagna a circa 1300 metri d’altitudine, Uçhisar è il luogo perfetto per iniziare la vostra visita in Cappadocia. È famosa per il suo picco di tufo forato da finestre e gallerie, visibile da chilometri di distanza, dalla cui cima si gode di una vista a 360° dell’intera vallata.

Il soggiorno medio di un viaggio in Cappadocia si aggira tra i cinque e i sei giorni. Vi consiglio di organizzare le vostre giornate in base alle attività da svolgere. Ci sono sicuramente due momenti da non perdere che vi ruberanno alcune ore di sonno: il volo in mongolfiera, che prevede la sveglia alle 4 del mattino, e la possibilità di ammirare da lontano le mongolfiere che si alzano in volo, che pure vi obbligherà a svegliarvi non più tardi delle 5. Ma in fondo ne varrà decisamente la pena.

Altra attività immancabile in Cappadocia è il trekking nelle sue tante vallate e, in particolare, tra i celebri camini delle fate, formazioni rocciose create dall’attività di erosione del vento e della pioggia in migliaia e migliaia di anni.

La Cappadocia, il cui nome in lingua antica significa terra dei magnifici cavalli, nasconde tesori inestimabili scavati nella roccia. Si contano più di 500 tra chiese, cappelle, monasteri sparsi nella regione, in buona parte visibili nel museo a cielo aperto di Goreme, tutti scavati nella roccia centinaia e centinaia di anni fa, che sono riusciti a conservare in buone condizioni affreschi di origine bizantina, raffiguranti scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

E se da una parte è molto emozionante volare verso il cielo a bordo di una mongolfiera, è altrettanto interessante scendere nei cunicoli di una delle tante città sotterranee sparse nella regione, come quella di Kaymakli, che si spinge fino a 45 metri sotto il livello stradale.

Affascinanti anche le tradizioni più religiose come quella dei dervisci rotanti a cui si può assistere in un tipico caravanserraglio turco, come il Saruhan, risalente al 1249.

Insomma la Cappadocia è una regione che è in grado di offrire un’esperienza allo stesso tempo affascinante, istruttiva ed emozionante! Cosa state aspettando a partire?!


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