Continua il racconto di viaggio di Marco Vendittelli alla scoperta di Myanmar e Thailandia. QUI potete leggere come è iniziata la sua avventura e quando è nata questa passione per i viaggi!

loikaw2

Dopo tre giorni a spasso per il lago Inle è venuto il tempo di partire destinazione Loikaw nel Kayah State, aperto ai turisti solamente dal mese di Maggio 2013. Loikaw mi è sembrata una città surreale, nessun turista, gente che ti ferma per strada per potersi fare una foto con te, al centro della città si erge una roccia con alcune pagode veramente molto belle, ma il motivo per cui sono arrivato fin qui è visitare un villaggio (vero e non uno di quelli per turisti) di donne Padaung che si trova a pochi km dalla città. Queste donne sono una sotto-tribù dei Karen e, a dispetto delle dicerie, i collari che portano non gli fanno allungare il collo, ma abbassano loro le spalle e possono tranquillamente toglierlo, anche se ormai questa tradizione si sta perdendo visto che le giovani Padaung non vogliono più indossarli e cercano sempre più frequentemente di spostarsi verso la città.

Donna Padaung

Il vero problema per i turisti in Myanmar sono i trasporti. Da Loikaw, per arrivare alla frontiera con la Thailandia, sono dovuto ritornare a Yangoon (18 ore di bus) e poi prendere il treno per Moulmein (altre 10 ore di treno) dove mi sono fermato per una notte e ho fatto un giro sul lungo mare dove mi sono divertito ad assaggiare vari tipi di pollo nei diversi chioschi, purtroppo il tempo è poco e, passata la nottata in una guest house, prendo un taxi per Myawaddy, il posto di confine con la Thailandia. Il viaggio in taxi è stato un’odissea: code, ribelli con kalashnikov, caldo asfissiante e montagne insuperabili, ma dopo 10 ore finalmente sono a Myawaddy e passato il Friendship Bridge sono in Thailandia.

Qui cambiano le cose: lo sterrato è sostituito dall’asfalto, si intravedono le insegne delle grandi multinazionali, i cellulari tornano a funzionare e posso riavere internet. La prima meta in cui mi fermo è Mae Sot, la città è molto interessante con un vero mix di culture. Qui, infatti, vivono molti rifugiati birmani facilmente riconoscibili dai loro Longy (una specie di gonna che arriva fino ai piedi). Nei vari mercati, poi, si può trovare ogni tipo di cibo, dalle rane ai topi, alle tartarughe e l’immancabile riso con pollo, io mi sono accontentato di mangiare dei gamberetti al chili!

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Dopo 2 giorni a Mae Sot, prendo un bus per Sukhothai, una delle antiche capitali della Thailandia, il viaggio è durato solo tre ore e appena arrivato ho affittato uno scooter per dirigermi al parco storico dove ho passato l’intero giorno tra pagode e Buddha giganti. La vita notturna di Sukhothai è molto attiva anche perchè piena di turisti, ci sono molti locali con musica live lungo la strada principale, oltre ai soliti mercati.

sukhothai (thailandia)

Passo a Sukhothai un’altra mezza giornata e poi prendo il treno per Bangkok passando per Phitsunalok. Ecco l’unica vera città del mio viaggio: Bangkok, dove mi fermero’ solo una notte prima di tornare a casa, qui la situazione è un po’ difficile, in questo momento ci sono continue manifestazioni contro il governo e centinaie di persone si sono accampate lungo le vie principali ma non mi faccio scoraggiare e impiego il poco tempo che ho facendo un giro in barca lungo i canali della città. Bangkok meriterebbe almeno una settimana di visita è veramente molto grande,ma putroppo è arrivato il momento di tornare….

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Ringrazio Marco per aver voluto condividere la sua esperienza con World Trips e mi auguro di ri-ospitarlo presto! 

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Marco in una sosta del bus notturno tra Loikaw e Yangon

 

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