La nostra amata Italia merita di essere scoperta con sempre maggior intensità ed oggi voglio raccontarvi cosa vedere a Torino in 1 giorno.



Mi vergogno quasi a dirlo ma in trent’anni di vita non ero mai stato a Torino. L’occasione si è presentata durante un mio soggiorno a Milano. Le due città non distano molto e sono ben collegate. Così, una mattina, sono salito su un bus e in circa due ore di viaggio sono arrivato a Torino, la città più aristocratica d’Italia.

In questo articolo vi racconterò passo per passo quello che è stato il mio itinerario di 1 giorno alla scoperta di Torino.

cosa vedere a torino

Punto di partenza è la Stazione di Porta Nuova, situata in pieno centro. Dopo aver fatto una veloce tappa presso l’ufficio del turismo per recuperare una mappa della città, mi ritrovo in piazza Carlo Felice, dove si trovano i Giardini Sambuy che regalano istantanee davvero suggestive grazie ai colori di fine autunno.

torino in 1 giorno

Dopo una breve sosta, imbocco via Roma, la strada dello shopping, ed arrivo in piazza San Carlo. Bella, maestosa ed aristocratica, quella che viene considerata il salotto buono di Torino, conserva intatta l’armonioso aspetto seicentesco. Al centro, si erge il monumento equestre di Emanuele Filiberto ma anche i palazzi intorno che si affacciano sulla piazza raccontano il suo glorioso passato.

Sotto i portici scorgo una pasticceria che attira la mia attenzione, si chiama Stratta e scopro che era tappa fissa per Camillo Benso Conte di Cavour il quale, prima di recarsi a Palazzo Carignano, veniva qui per gustare un buon bicchiere di cioccolata. Nel 2014, la pasticceria ha voluto creare un cioccolatino dedicato proprio a Cavour, intitolato “le gioie di Cavour”, come omaggio a lui e alla città di Torino.

Superata piazza San Carlo, il mio viaggio tra le cose da vedere a Torino continua attraverso i portici di via Roma che conducono in piazza Castello ma prima faccio una deviazione sulla destra ed imbocco via Cesare Battisti che mi porta dritto in piazza Carignano, dove si trova il Palazzo omonimo.

Palazzo Carignano ha un’importanza fondamentale nella storia del nostro paese perché fu la sede del primo Parlamento Italiano, fino al trasferimento della capitale a Firenze nel 1865. Sempre qui nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II.

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Il palazzo, costruito in stile barocco tra il 1679 e il 1684 da Guarino Guarini, si presenta con una facciata in cotto dalla forma originale ed oggi ospita il Museo Nazionale del Risorgimento.

All’angolo della stessa piazza, su via Principe Amedeo, ecco il celebre Museo Egizio, considerato il più importante museo al mondo dedicato alla civiltà egizia dopo quello del Cairo. A causa del poco tempo a mia disposizione, rinuncio alla visita e proseguo verso piazza Castello, fulcro della città.

Qui si trova Palazzo Madama, cioè l’antico castello da cui la piazza prende il nome, e l’ingresso dei Musei Reali di Torino. Nel mio itinerario, però, scelgo di non fermarmi adesso per visitare questi luoghi ma proseguo verso il simbolo di Torino nel mondo: la Mole Antonelliana e il suo Museo del Cinema.

Percorrendo via Giuseppe Verdi, raggiungo agilmente questo edificio discusso e travagliato, opera di Alessandro Antonelli, riprodotto anche sulla moneta da 2 centesimi. Progettato nel 1863 come tempio israelitico, venne acquistato dal comune di Torino nel 1878 per farne sede museale ma fu completato soltanto nel 1889. Con i suoi 167,5 metri d’altezza, la Mole Antonelliana è stata a lungo l’edificio in muratura più alto del mondo. Dal 2000, poi, ospita il Museo Nazionale del Cinema, polo della rinascita cinematografica torinese.

mole antonelliana

Dopo aver scattato alcune foto alla struttura esterna, entro ed approfittando della poca fila, scelgo, come prima cosa, di salire in cima alla terrazza, a circa 85 metri d’altezza. Il cielo purtroppo è grigio e non regala grandi emozioni ma la salita nell’ascensore panoramico inaugurato nel 1961, è davvero mozzafiato.

Il clou della visita, però, è il Museo del Cinema che ho amato profondamente. Dedico quasi due ore alla sua visita, due ore che mi sembrano volare. La sua unicità si deve alla particolarità dell’allestimento espositivo che si sviluppa a spirale verso l’alto, su più livelli, rappresentando quasi un unicum nel suo genere.

museo cinema torino

Fondato originariamente nel 1941 su un progetto di Maria Adriana Prolo, collezionista e storica, la sua sede venne spostata all’interno della Mole Antonelliana soltanto nel 2000. Ospita collezioni costituite dalle raccolte dedicate all’archeologia del cinema; alla storia della fotografia con apparecchi e documenti fotografici; alle raccolte di cinema con manifesti pubblicitari, materiali di scena, incisioni e registrazioni sonore; ed una vasta cineteca costituita da più di settemila titoli di film che ripercorrono la storia del cinema dalle origini fino ai giorni nostri.

Il tutto raccontato con l’ausilio della tecnologia che rende il percorso espositivo coinvolgente ed interattivo.

torino

Resterei ancora a lungo ma il tempo scorre inesorabile. Lascio la Mole alle mie spalle, e mi dirigo verso piazza Vittorio Veneto, la più grande di Torino, nonché una delle più belle e amate dai torinesi. A lungo utilizzata come “piazza d’armi” per le adunate militari sotto il regno sabaudo e negli anni della dittatura fascista. Da notare i bellissimi lampioni impero con braccio a cornucopia risalenti agli anni’60 che impreziosiscono la piazza.

Percorro ponte Vittorio Emanuele I che attraversa il fiume Po, una delle prime opere volute da Napoleone nei suoi 14 anni di governo in Piemonte, e scatto alcune foto alla chiesa Gran Madre di Dio, la cui cupola ha fatto da sfondo a tanti film e serie tv ambientate a Torino.

Da qui, ripercorro la strada a ritroso e torno verso il centro storico perché ho ancora diverse cose da vedere a Torino, come il Duomo dove si trova la Sacra Sindone.

Il Duomo di Torino, intitolato a San Giovanni Battista, risale al 1497 ma venne costruito sui resti di alcune chiese datate addirittura tra il 408 e il 423. In una cappella laterale si trova quella che è conosciuta in tutto il mondo come la Sacra Sindone, ovvero il lenzuolo che avrebbe avvolto Gesù dopo la sua morte. Appare protetto all’interno di una teca che viene aperta soltanto in occasioni speciali per l’ostensione al pubblico.

duomo di torino

sacra sindoneA questo punto, orologio alla mano, decido di compiere una veloce visita dei Musei Reali di Torino che includono l’Armeria Reale, la Biblioteca, la Galleria Sabauda, il Museo Archeologico, il Palazzo Reale stesso ed altri luoghi che hanno fatto la storia d’Italia.

Resto totalmente affascinato dalla bellezza del Palazzo Reale, centro di potere della famiglia sabauda per oltre tre secoli, che visito di fretta ma non per questo con poca attenzione. Attraverso gli appartamenti reali caratterizzati dalla presenza di raffinati intagli, stucchi, dorature e affreschi e mi soffermo ad ammirare l’imponente Sala del Trono, quella dell’Armeria, che ospita una delle più ricche ed antiche collezioni di armature ed armi al mondo, il Salone da Ballo con i suoi scintillanti lampadari, fino ad arrivare alla Cappella della Sacra Sindone.

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Realizzata da Guarino Guarini che rivoluzionò e portò a termine il progetto di Bernardino Quadri, fu terminata ufficialmente nel 1694, quando la reliquia della SS. Sindone fu deposta nell’altare centrale disegnato da Antonio Bertola. La Sindone sarebbe rimasta custodita in questo altare fino al 1993.

Alzo lo sguardo e non posso che rimanere estasiato dalla bellezza di questa cupola a zone esagonali sovrapposte ed alternate dal profondo impatto visivo, restituita al pubblico soltanto nel 2018 dopo un restauro architettonico e strutturale durato quasi vent’anni, reso necessario a causa dei gravi danni riportati dalla cappella e dall’altare nel terribile incendio del 1997.

Di quell’incendio porta ancora i segni l’Altare centrale del Bertola, fino ad oggi impossibile da restaurare a causa delle grandi impalcature necessarie per riportare all’antico splendore la cupola. I lavori dovrebbero iniziare proprio nel corso del 2019.

Lascio il Palazzo Reale e mi concedo una veloce passeggiata nei Giardini Reali, che costituiscono un’area verde urbana unica per valore monumentale ed ambientale.

Il mio itinerario tra le cose da vedere a Torino in 1 giorno si conclude qui. Ci sarebbero ancora tante cose da scoprire, penso al parco del Valentino, alla Reggia di Venaria, al Lingotto. Saranno sicuramente oggetto di una futura visita in questa piccola ma affascinante città, che rappresenta una tappa fondamentale per tutti coloro che vogliono approfondire la travagliata storia d’Italia!

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