È proprio vero che una città non si conosce mai abbastanza e che non basta viverla da turista. Nel mio soggiorno lavorativo a New York, l’ho conosciuta sotto un altro punto di vista e ho scoperto quartieri meno noti e poco turistici. Oggi voglio raccontarvi cosa vedere ad Harlem, il “mio” quartiere.

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Quando mi riferisco ad Harlem chiamandolo il mio quartiere, è perché proprio qui ho vissuto durante la mia permanenza a New York. Per la precisione mi trovavo ad East Harlem, tra la 116th Street e la Lexington Avenue. Un quartiere considerato molto poco raccomandabile in cui però mi sono trovato benissimo, senza aver avvertito il minimo pericolo e circondato da qualsiasi tipo di servizio.

La storia di Harlem inizia nel 1626 quando gli olandesi chiamarono questa zona Nieuw Haarlem (Nuova Harlem). Verso la fine dell’800 si era trasformato in uno dei quartieri più eleganti di New York e ne sono testimonianza alcuni edifici dall’architettura molto curata. Dopo la grande depressione economica del 1929, però, i bianchi lasciarono l’area. Di lì a poco, vi si sarebbero trasferiti gli afroamericani del sud alla ricerca di un lavoro.

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Un sabato di fine ottobre, con il tipico foliage d’autunno americano a colorare gli alberi lungo il cammino, ho deciso di partire alla scoperta del quartiere per scoprirlo sempre più e poter raccontare anche a voi tutte le cose belle che si possono vedere ad Harlem, anche conosciuto come il quartiere degli afroamericani. Attraverso tutta la 116th Street da est ad ovest, superando i larghi boulevard, e raggiungo Morningside Park. Tecnicamente questo parco fungerebbe da spartiacque tra Harlem ed il piccolo quartiere di Morningside Heights. Tuttavia, per convenzione, l’intera fascia che va dalla 100th Street alla 150th circa, viene chiamata col nome più generico di Harlem.

Proprio a Morningside Heights si trovano due luoghi da vedere assolutamente: la Cattedrale di St. John the Divine e la Columbia University.

La Cattedrale di St. John the Divine, sede ufficiale del vescovo episcopale di New York, è considerata la più grande e importante chiesa protestante negli Stati Uniti d’America e la quarta Chiesa cristiana più grande del mondo. Impossibile non restare a bocca aperta davanti alla sua maestosità. Risalente al 1892, la costruzione è stata piuttosto complessa e si protrasse per molti anni al punto che la sua architettura riflette numerosi stili diversi: gotico, bizantino, romanico, mescolati perfettamente tra loro. La cattedrale venne consacrata il 30 novembre del 1941 ma la sua costruzione fu interrotta a causa degli attacchi a Pearl Harbor che portarono gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. Nonostante ancora oggi appaia incompiuta, il suo fascino resta indiscutibile.

Dove si trova: al 107 di Amsterdam Avenue all’altezza della 122th Street.

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Continuando la passeggiata lungo Amsterdam Avenue, all’altezza della 114th Street, ecco la Columbia University. L’entrata principale è tra la Broadway e la 116th Street. Qui, vi ritroverete nel grande cortile centrale sul quale si affaccia l’enorme statua in bronzo dell’Alma Mater, che raffigura la dea Atena, simbolo della sapienza.

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La Columbia University, fondata nel 1754 per volontà di re Giorgio II, è un vero e proprio campus con aule studio, biblioteche, laboratori, dormitori, parchi e negozi. Niente a che vedere con le nostre università. La sua architettura neoclassica perfettamente conservata, le conferisce un aspetto austero, maestoso ed elegante. Oggi fa parte della Ivy League, che riunisce le otto università più prestigiose degli Stati Uniti d’America. Tra gli studenti illustri: Barack Obama e Franklin Roosevelt.

Se avete sempre sognato di studiare in una grande università americana e ne amate l’atmosfera, vale davvero la pena fermarsi anche soltanto per una visita veloce. L’ingresso è libero e gratuito.

Dalla Columbia University mi sposto sulla 125th Street, all’incrocio con St. Nicolas Avenue. Da qui, percorro l’intera strada da ovest verso est. La 125th Street è considerata il cuore pulsante di Harlem, ricca di negozi e locali. Proprio lungo questa strada, si trovano alcuni dei simboli del quartiere.

La prima sosta è la Chiesa di St. Joseph of the Holy Family, una delle poche in cui è possibile assistere all’esibizione di un coro gospel meno turistico. Poco più avanti ecco l’Apollo Theater. Chi non conosce l’Apollo Theater?! Culla della cultura musicale afroamericana, è diventato famoso perché fu proprio tra le sue mura che si esibì per la prima volta un giovane Michael Jackson, all’epoca dei Jackson Five. Ancora oggi ospita concerti e serate evento come la Amateur Night, dove ad esibirsi è direttamente il pubblico. Tanti gli artisti che si sono esibiti al suo interno, tra questi anche il nostro Pino Daniele.

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Proseguendo lungo la 125th Street, mi imbatto in tanti negozi caratteristici, pareti ricoperte da bellissimi murales e numerosi palazzi interessanti come l’Hotel Theresa, passato alla storia per aver ospitato nel 1960 l’allora“líder maximo” Fidel Castro e Malcom X, attivista per i diritti umani e leader nella lotta degli afroamericani.

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Se avete voglia di un pò di shopping, poi, Harlem è il luogo che fa per voi. Ci sono negozi di tutte le marche e grandi centri commerciali con prezzi molto più convenienti rispetto ad altre zone di New York.

Supero un altro paio di boulevard e raggiungo Marcus Garvey Park, altro polmone verde di Harlem e luogo di ritrovo del quartiere per oltre 150 anni. Qui, assisterete ad uno spaccato di vita americana con ragazzi che giocano a basket o a baseball, che fanno break dance o che provano strane acrobazie in skateboard.

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Dove ascoltare una messa gospel

Le messe gospel di Harlem hanno una lunga tradizione alle spalle. Incarnano non soltanto lo spirito religioso delle comunità battiste locali ma rappresentano uno stile di vita vero e proprio. Negli ultimi anni, però, questa tradizione ha assunto sempre più le sembianze di una mera attrazione turistica, finendo per perdere la sua autenticità. Tra le chiese che organizzano messe gospel, vi segnalo: l’Abyssinian Baptist Church, la Canaan Baptist Church, l’Antioch Church e la Bethel Gospel Assembly. Conviene prenotare con largo anticipo perché sono sempre molto affollate. Se riuscite, però, il mio consiglio è quello di cercare chiese più piccole, meno turistiche, dove le messe hanno inizio alle 11 tutte le domeniche. Ricordate che si tratta di un rito religioso e non è possibile scattare fotografie o fare video. Io ho partecipato ad una celebrazione presso la Mt. Olivet Baptist Church, al 201 di Malcolm X Blvd.

Dove mangiare ad Harlem

Se siete alla ricerca di un luogo tranquillo in cui gustare un’ottima pizza napoletana ad Harlem, vi consiglio di fermarvi da Sottocasa, la pizzeria dei miei amici Luca e Laura, di cui vi ho parlato negli scorsi anni. Qui potete rileggere l’intervista. Alla sede di Harlem potete trovare i loro soci Matteo ed Elena. Chiedete di loro se decidete di farci un salto.

Dove si trova Sottocasa Harlem: al 227 di Malcolm X Blvd

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