Voglio cominciare a raccontarvi il mio viaggio in India parlandovi di cosa fare o vedere a Delhi in 2 giorni.

La capitale indiana è utilizzata molto spesso come semplice punto di arrivo e ripartenza. Sono in tanti a snobbarla e a non includerla in un itinerario di viaggio in India. Io, invece, ho deciso di non snobbarla e mi sono fermato uno notte all’andata e la giornata finale del mio viaggio, prima di andare in aeroporto.



Atterrato intorno alle 3 del mattino, la mia destinazione è stata subito l’albergo per riposare un po’ e farmi una doccia ma alle 10 in punto ero pronto per scoprire Delhi, la caotica e gigantesca capitale indiana con circa 20 milioni di abitanti.

delhi in 2 giorni

Delhi è una città che vive di contrasti, sospesa tra antico e moderno. La prima cosa da dire è che si divide in Old Delhi, il primo nucleo abitato, reticolo di strette viuzze in cui ci si perde molto facilmente; e New Delhi, progettata dall’architetto inglese Lutyens per volontà di re Giorgio V all’epoca della dominazione britannica. Proprio la creazione di Nuova Delhi ha dato il via all’espansione incontrollata della città, contribuendo alla crescita smisurata della popolazione.

Nella mia prima giornata a Delhi mi sono dedicato alla scoperta della parte nuova. Visitare i vari templi e monumenti non è semplice, in quanto sono dislocati in zone piuttosto lontane, rese ancora più complicate da raggiungere a causa del traffico allucinante indiano. Per questo motivo, potreste ricorrere a dei tour organizzati oppure, qualora fosse necessario, non esitate ad utilizzare il sistema metropolitano che funziona davvero bene e corre quasi totalmente in superficie.

visitare delhi

La prima tappa di questo mio tour di Delhi in 2 giorni è stata la India Gate, un grande monumento eretto nel 1931 sullo stile dell’arco di trionfo francese, in onore di tutti i soldati dell’India britannica caduti durante la prima guerra mondiale.

Il mio viaggio alla scoperta di Delhi, poi, è proseguito in uno dei monumenti più importanti in assoluto: la Tomba di Humayun, un palazzo mausoleo immerso nel verde in cui si trova la tomba dell’imperatore moghul Humayun.

Il caldo è già atroce a prima mattina e l’umidità fa il resto ma la bellezza del luogo ha la meglio e, così, mi perdo tra i numerosi sentieri, passando da una tomba all’altra, attraversando giardini perfettamente curati e corsi d’acqua che scorrono in vari punti, fino ad arrivare al complesso principale.

tomba di humayun

La Tomba di Humayun è custodita all’interno di un enorme struttura a due piani realizzata in arenaria rossa e sormontata da una cupola a bulbo alta 38 metri, commissionata dalla vedova di Humayun, Hamida Banu Begam, nel 1562, nove anni dopo la morte dell’imperatore. È uno degli esempi più belli di architettura moghul in tutta l’India.

L’ingresso è a pagamento (circa 600 rupie) e noterete una cosa che a me ha fatto storcere parecchio il naso: la differenza abissale di prezzo rispetto ai locali, del tipo 30 rupie per gli Indiani e 600 per gli stranieri. L’ho trovata una mancanza di rispetto e un modo per “spennare” il turista che, in fondo, è obbligato a visitare questi monumenti.

Superata la Tomba di Humayun, mi sono spostato al Qutub Minar, considerato il più alto minareto in mattoni esistente al mondo con i suoi 73 metri d’altezza.

qutub minar

Costruito verso la fine del XIII secolo in arenaria rossa, presenta intagli che riportano versetti del Corano e gli ultimi due piani sono stati impreziositi con l’utilizzo del marmo. Ha superato terremoti e fulmini che lo hanno danneggiato in parte, al punto che oggi pende di circa 60 cm. Nulla di preoccupante ma viene tenuto sotto stretto controllo anche a causa delle copiose piogge che rendono il terreno piuttosto instabile.

Ai suoi piedi si trova la prima moschea dell’India e l’intero complesso merita, comunque, di essere visitato. Il costo d’ingresso anche qui è di 600 rupie.

Torno ad immergermi nel traffico caotico di Delhi, dove i clacson la fanno da padroni, e mi sposto presso il Lotus Temple. Confesso di essermi rifiutato di spendere altri soldi per entrarci per cui mi sono limitato a guardarlo da fuori.

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Il Lotus temple è un luogo di culto bahai, inaugurato nel 1986, caratterizzato dalla forma di un fiore di loto formato da ventisette petali di marmo, che poggiano su nove aperture.

Al tramonto, poi, in compagnia del mio amico Vin, ho visitato il tempio di Akshardham, il più grande complesso di templi indù a Delhi che, a dispetto di quanto si possa pensare, è relativamente giovane essendo stato completato nel 2005.

L’ingresso è gratuito, sarete circondati esclusivamente da indiani e sarà un ottimo modo per approfondire la cultura indiana. È assolutamente vietato introdurre zaini, telefoni o macchine fotografiche che dovranno essere lasciate negli armadietti esterni. Quando scende la sera, poi, al costo di 1 euro è possibile assistere ad uno spettacolo di luci, musiche ed acqua davvero suggestivo.

cosa vedere a delhi

Spostandoci nella parte antica di Delhi, il modo migliore per visitare le strette viuzze è farlo a bordo di un risciò. La prima tappa è stata il Forte Rosso, costruito dall’imperatore moghul nel 1639. Essendo una copia in piccolo del forte di Agra visitato qualche giorno prima, ho scelto di non entrarvi. Sappiate, però, che proprio da questo luogo il Primo Ministro Nehru dichiarò l’Indipendenza dell’India nel 1947 e, sempre da questo luogo, nel giorno dell’Indipendenza che ricorre il 15 agosto, il Primo Ministro rivolge il suo discorso alla nazione.

Tappa, poi, in una delle più grandi moschea dell’Asia, la Jama Masjid, voluta dall’imperatore Shah Jahan nel 1656, lo stesso che fece costruire il Taj Mahal. Questa moschea è sicuramente uno di quei monumenti da non perdere in una visita di Delhi. Indosso una tuta per coprire le gambe, tolgo le scarpe, pago 300 rupie più 50 per poter scattare foto e girare video, ed entro nella enorme spianata, in grado di contenere fino a venticinque mila fedeli.

jama masjid

L’architettura della Jama Masjid è davvero imponente. Sormontata da tre grandi cupole in marmo bianco, conta tre porte d’accesso, quattro torri e 2 minareti di 40 metri, costruiti in arenaria rossa con strisce bianche. Alla sua realizzazione lavorarono più di 6000 operai per quasi 6 anni. Mi fermano alcuni ragazzi per scattare una foto e poi proseguo il mio tour di Delhi.

C’è ancora un luogo che voglio visitare in questa mia visita di Delhi in 2 giorni, è il Raj Ghat, ovvero il Memoriale dedicato al Mahatma Gandhi. Fu proprio in questo luogo sulle rive del fiume Yamuna che il Padre della Patria venne assassinato da un estremista indù nel 1948. Il memoriale riflette la semplicità dell’uomo a cui è dedicato con una piattaforma in marmo nero ricoperta di fiori, affiancata da una fiamma perenne.

Per accedere al mausoleo è obbligatorio togliere le scarpe ed io vi consiglio di togliere anche i calzini perché il percorso obbligato viene spesso bagnato ed io non sapendolo mi sono ritrovato con i calzini fracidi d’acqua che, poi, ho dovuto buttare.

Vi sarete accorti che non ho ancora menzionato una tappa presso uno dei tanti mercati presenti a Delhi. Il mercato più antico e caotico è il Chandni Chowk, che si trova nella Old Delhi e risale al XVII secolo. Si può trovare di tutto ma, aimè, è diventato molto turistico e i prezzi non sono per niente convenienti.

Non potevo andar via, però, senza aver comprato qualche souvenir. Così, grazie ai consigli di Vin, mi sono recato al mercato Dilli Haat, uno dei più grandi, organizzato dal governo per permettere agli artigiani locali di poter vendere le proprie merci. Entrandovi proverete la sensazione di trovarvi in una sorta di villaggio locale e vi garantisco che riuscirete a portare a casa ottimi affari. Il mercato Dilli Haat originale, dove sono stato io, è quello di fronte alla stazione INA, linea gialla della metropolitana.

Si trova a circa 15/20 minuti dall’aeroporto ed è un’ottima tappa da fare prima di lasciare la città.



Insomma in questo articolo ho cercato di raccontarvi cosa fare a Delhi in 2 giorni, una città che o si odia o si ama.

dilli haat market

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