Nonostante la pausa forzata a cui è stato sottoposto l’intero settore turistico, Napoli si prepara ad accogliere migliaia di visitatori in occasione di questa estate italiana. Ricevo sempre più spesso richieste di aiuto da parte di turisti che arrivano a Napoli e non sanno come organizzare il proprio tempo in città. Ho scelto allora di immaginare un breve itinerario per scoprire cosa fare e vedere a Napoli in 2 giorni.

Il mio itinerario di Napoli in 2 giorni inizia dalla piazza più famosa della città: Piazza del Plebiscito. Ho eliminato qualsiasi riferimento temporale perché quello che vi propongo è un itinerario che può essere compiuto anche in un giorno soltanto, dipende da quanto approfondite sono le vostre visite e da quanto street food vorrete provare tra una tappa e l’altra.




Napoli in 2 giorni: itinerario da Piazza del Plebiscito a Spaccanapoli

Con una superficie di circa 25mila metri quadrati, Piazza del Plebiscito è la più grande di Napoli e tra le più grandi d’Italia. È delimitata da un lato dal colonnato della Basilica di San Francesco da Paola e, dall’altro, dal Palazzo Reale. Si trova nel centro di Napoli, incastonata tra la collina di Pizzofalcone, via Toledo e il quartiere di Santa Lucia. Al centro della piazza, troviamo le due statue equestri realizzate dal Canova e raffiguranti Carlo III di Borbone e suo figlio Ferdinando I.

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Prima di entrare nel vivo di questo itinerario di Napoli in 2 giorni, fermatevi a visitare la Basilica di San Francesco da Paola, uno degli esempi più importanti di architettura neoclassica in Italia, voluta da Ferdinando I delle Due Sicilie dopo la cacciata di Murat, come ex voto nei confronti di San Francesco da Paola per averlo protetto e riportato sul trono di Napoli. Ci vollero quasi trent’anni per la sua costruzione, terminata nel 1846. L’architettura ricorda quella del Pantheon di Roma mentre, per la realizzazione del colonnato, si ispirarono a quello di San Pietro. Inoltre, fu espressamente ordinato che l’altezza della cupola non superasse quella del Palazzo Reale situato proprio di fronte.

Il Palazzo Reale

Il nostro itinerario prosegue proprio con una visita del Palazzo Reale di Napoli, di cui vi ho ampiamente parlato in questo articolo. Voluto nel 1600 dal viceré Fernando di Castro come residenza del re di Spagna, il Palazzo Reale di Napoli venne progettato dall’architetto Domenico Fontana. Di grande impatto visivo è il monumentale scalone d’ingresso, progettato dall’architetto Gaetano Genovese e terminato nel 1858.

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In cima al grande scalone di ingresso, si sviluppa un’ampia galleria che conduce agli appartamenti reali: dall’Appartamento del Re a quello della Regina, dalla Sala del Trono al Teatrino di corte, per finire con la Cappella Reale e il Salone dei Viceré. Negli spazi del Palazzo Reale, poi, ha sede anche la Biblioteca Nazionale, intitolata a Vittorio Emanuele III, con un patrimonio di circa 19.000 manoscritti, 4.563 incunaboli, 1.792 papiri ercolanesi, circa 1.800.000 di volumi a stampa ed oltre 8.300 testate di periodici.

Uscendo dal Palazzo Reale, vi ritroverete in Piazza Trieste e Trento, dove spicca la celebre Fontana del Carciofo. Proprio qui, si affacciano lo storico Caffè Gambrinus, tappa obbligata per poeti, intellettuali e i vari Presidenti della Repubblica, e il Vero Bar del Professore. Poco lontano, ecco un altro luogo simbolo di Napoli nel mondo: il Teatro San Carlo.

Napoli in 2 giorni: il Teatro San Carlo

Sfido chiunque a negare il primato di bellezza del Teatro San Carlo di Napoli. Un primato anche storico, dal momento che, essendo stato fondato nel 1737, è il più antico teatro lirico del mondo. Porta il nome del sovrano che lo fece costruire, quel Carlo III di Borbone che in questo modo voleva rafforzare l’immagine del suo Regno. Il progetto fu affidato all’architetto Medrano che pianificò un teatro con 184 palchi disposti in sei ordini ed un ampio palco reale capace di ospitare fino a 10 persone. In totale, la capienza del teatro poteva raggiungere i 1379 posti. Sono numerose le vicende che ha attraversato questo teatro, se volete saperne di più potete approfondirne la storia qui.

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Lasciando il Teatro San Carlo alle spalle, scendendo verso il porto di Napoli, ecco il Maschio Angioino, anche conosciuto come Castel Nuovo.

I percorsi esplorativi del Maschio Angioino

Non servono grandi motivazioni per visitare il Maschio Angioino, uno dei castelli più belli e meglio conservati di Napoli, voluto da Carlo I d’Angiò nel 1279. Negli ultimi anni, però, grazie all’iniziativa di diverse associazioni culturali operanti sul territorio, sono stati introdotti nuovi ed imperdibili percorsi tra le mura del castello, che permettono di scoprirne gli angoli più nascosti e misteriosi.

Tre sono i percorsi gestiti da altrettante associazioni: un percorso esoterico che, sulla base di interessanti ricerche, permette di collegare la Sala dei Baroni, l’antica Sala del Trono, alla Cattedrale di Valencia e al Santo Graal, svelando un fenomeno che si verifica nel giorno del solstizio d’estate; un percorso storico, che permette di compiere un viaggio nel tempo, partendo dall’Arco di Trionfo voluto da Alfonso d’Aragona nel 1443 e proseguendo nei sotterranei del castello, dove si trovano le antiche prigioni; infine, un percorso avventura che permette di calarsi in un pozzo fino a 30 metri di profondità.

Clicca sul link per leggere i dettagli dei singoli percorsi presenti al Maschio Angioino.

Uscendo dal Castello, proseguite dritto di fronte a voi lungo via Santa Brigida ed entrate nella Galleria Umberto I.

La Galleria Umberto I di Napoli

Maestosa e affascinante, la Galleria Umberto I fu inaugurata nel 1892 e venne costruita in soli tre anni. In breve tempo divenne luogo di ritrovo della mondanità, salotto buono della città. Ancora oggi è uno dei simboli indiscussi di Napoli. La bellissima facciata principale si trova in via San Carlo ma la Galleria ha ben quattro ingressi. Venne progettata, infatti, con quattro edifici collegati tra loro da una grande copertura in vetro e ferro, sormontata da una cupola che arriva a 57 metri d’altezza. L’idea era quella di creare uno spazio pubblico al coperto nel cuore della città che fungesse da luogo di incontro per i cittadini, da galleria commerciale ma avesse anche un aspetto monumentale.

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Lasciate la galleria dall’ingresso che porta sua via Toledo, anche conosciuta come via Roma, e proseguite la vostra passeggiata girando a destra.

Via Toledo è la strada dello shopping più famosa di Napoli, delimitata a nord dai Quartieri Spagnoli e a sud dal quartiere San Ferdinando, voluta nel 1563 dal viceré spagnolo de Toledo. Quella che oggi è l’arteria commerciale principale di Napoli, all’epoca della sua creazione era il centro della nobiltà. Ne sono testimonianza i bellissimi palazzi che si affacciano sulla strada, alcuni dei quali oggi ospitano musei e gallerie d’arte.

Palazzo Zevallos Stigliano

Uno di questi è Palazzo Zevallos Stigliano, costruito nel 1600 e depositario di una storia davvero avvincente. Prima, residenza del ricco mercante spagnolo Giovanni Zevallos poi dimora dei Vandeneynden, mercanti originari di Anversa, fin quando la proprietà passò ai Colonna di Stigliano che la mantennero fino a Ottocento inoltrato. Nel 1898, la Banca Commerciale Italiana acquista il primo piano nobile e numerosi altri locali, ridisegnando il volto dell’edificio.

Al monumentale portale d’ingresso realizzato in marmo color avorio e piperno, il Palazzo vide l’aggiunta di un ampio soffitto vetrato a coprire il cortile centrale, con l’imponente scalone d’onore in marmo per raggiungere i piani superiori e nuove balconate in stile liberty al piano ammezzato.

A partire dal 2000, poi, Palazzo Zevallos Stigliano ospita le Gallerie d’Italia di Napoli con oltre 120 opere in grado di ripercorrere la storia delle arti figurative in città dal Seicento fino ai nostri giorni. Una delle più rilevanti è sicuramente quella del Martirio di Sant’Orsola, ultima opera di Caravaggio.

Stazione Toledo della metropolitana

Proseguendo verso piazza Carità, vi imbatterete nel piazzale in cui si trova la fermata della metropolitana Toledo, considerata da molti come una delle fermate più belle del mondo. Se, da una parte, i napoletani preferirebbero una metropolitana funzionante piuttosto che bella, i turisti, invece, la percepiscono quasi come un’attrazione.

Toledo, insieme alla stazione di Materdei, e alle nuove stazioni della linea 1, rappresentano un vero e proprio circuito conosciuto come le Stazioni dell’arte della metropolitana di Napoli. Il progetto porta la firma dell’architetto catalano Oscar Tousquets Blanca mentre gli interni sono arricchiti da opere di William KendridgeBob Wilson ed Achille Cevoli.

Alla scoperta dei Quartieri Spagnoli

Proprio all’altezza della stazione di Toledo, si trova uno dei tanti vicoli che permettono di immettersi in quel microcosmo che sono i Quartieri Spagnoli, creati intorno al XVI secolo per accogliere le truppe spagnole di stanza a Napoli. Immaginato come accampamento temporaneo, finì per trasformarsi in una delle zone a maggiore densità abitativa della città. Il modo migliore per visitare i quartieri spagnoli è perdersi nella sua intricata rete di stretti e ripidi vicoli tra i tipici bassi, cioè le abitazioni che si affacciano direttamente sulla strada, e le botteghe artigiane. Se siete curiosi di saperne di più, potete leggere l’articolo completo qui.

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Proseguendo lungo via Toledo, arrivate in piazza Carità, passate davanti alla caserma dei carabinieri e scendete verso Piazza Monteoliveto, dove si trova l’omonima fontana. Risalite Calata Trinità maggiore e vi ritroverete in piazza del Gesù Nuovo, con la guglia dell’Immacolata.

Siamo arrivati alla fine del nostro itinerario per scoprire Napoli in 2 giorni. È proprio qui che inizia Spaccanapoli, la lunga strada che divide in due il centro storico di Napoli ed include via Benedetto Croce e via San Biagio dei Librai. Se volete proseguire la vostra visita alla scoperta di napoli, potrebbe interessarvi anche questo itinerario

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