Che Expo Milano 2015 sia stato un grande successo è ormai fuori di dubbio. Un successo che, però, ha addirittura valicato i confini nazionali, dando un’immagine dell’Italia all’estero molto più positiva di quanto noi stessi a volte non diamo. Un giudizio positivo che è stato confermato da un monitoraggio della Camera di commercio di Milano attraverso Voices from the Blogs, spin off dell’Università degli Studi di Milano, che ha monitorato gli oltre 600 mila commenti in rete su Expo tra settembre e ottobre e i quasi 300 mila post nelle sole prime tre settimane di ottobre.

Voto 9 alla manifestazione, rispetto al 7 e mezzo degli italiani, viene dato dai paesi esteri, per primi: gli Stati Uniti d’America, i paesi europei, Giappone, Russia e Cina.

E se da una parte adesso è cominciato il dibattito sulla destinazione dell’area Expo, dall’altra c’è chi si interroga sulla fine che faranno i 54 enormi padiglioni, molti dei quali hanno rappresentato delle vere opere d’arte. Scopriamo le destinazioni di alcuni di loro!

PADIGLIONE ITALIA
Per quanto riguarda i padiglioni sotto lo stretto controllo italiano, è stato comunicato che, almeno per il momento, Padiglione Zero e Albero della Vita rimarranno al loro posto. Palazzo Italia, invece, è stato pensato fin dall’inizio per rimanere e rappresentare un’eredità “materiale” di questa esposizione universale alla città di Milano.

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EMIRATI ARABI UNITI
Gli Emirati Arabi Uniti, il cui padiglione è stato eletto il migliore da questo blog e a dirla tutta anche da molti giornalisti ben più quotati, hanno scelto di smontare questa splendida struttura realizzata dall’architetto Norman Foster e rimontarla a Masdar City, città a basse emissioni di carbonio non lontana da Dubai, basata sull’utilizzo esclusivo di energia solare.

SVIZZERA
La Svizzera ha avuto le idee chiare sin dal principio. I quattro silos che nei sei mesi di esposizione hanno dispensato al pubblico mele, caffè, sale ed acqua, verranno spostati in quattro cantoni per diventare serre urbane. Il 75% del materiale utilizzato per la costruzione verrà riciclato. Persino mobili, lampade e sedie hanno già trovato acquirenti in patria.

AUSTRIA
L’Austria è stato un altro dei padiglioni molto amati, soprattutto durante le calde giornate d’agosto, grazie al suo caratteristico e fresco bosco. La struttura esterna del padiglione andrà probabilmente riciclata mentre gli alberi presenti all’interno verranno ripiantati nei boschi del Tirolo per garantirgli una vita dopo Expo. La parte più laboriosa sarà il trasporto dei cinquantaquattro alberi più alti, pini e larici che raggiungono anche i 16 metri. Per il trasporto di ogni albero sarà dedicato un camion e l’intera operazione dovrebbe richiedere due giorni.

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PRINCIPATO DI MONACO
Il padiglione del Principato di Monaco che fin dal principio è stato realizzato con ben 19 container riciclati, verrà donato al Burkina Faso per farne la sede operativa della Croce rossa locale. L’85% delle funzioni dell’attuale padiglione sarà mantenuto e l’edificio risponderà a tutti gli standard HQE (Alta qualità ambientale).

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REGNO UNITO
Più che di un padiglione si è trattato di un’opera d’arte che con il suo alveare d’alluminio, collegato ad un vero alveare nella campagna inglese, ha suscitato l’interesse di tanti, al punto da vincere il premio “Le Architetture dei padiglioni di Expo Milano 2015”, assegnato dalla Triennale di Milano. La struttura verrà smontata e rimontata nel Regno Unito per diventare un’opera d’arte urbana.

COCA COLA
Il grande e colorato padiglione della Coca Cola, un parallelepipedo alto 12 metri con una superficie di 1.000 metri quadrati, è stato disegnato fin dal principio per diventare un campo da basket da regalare alla città di Milano. È composto da elementi modulari e realizzato con materiali ecosostenibili in un’ottica completamente sostenibile, pensate che bastano “solamente” cinque container per trasportare tutto il materiale di costruzione nel sito.

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BRASILE
Il padiglione brasiliano ha acquisito la fama grazie alla sua enorme rete, un po’ meno per il contenuto del padiglione. Qualcuno però deve aver pensato che il suo contenuto potesse interessare e quindi gli oggetti di design, i complementi d’arredo e le attrezzature multimediali presenti verranno messi all’asta.

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COLOMBIA
Un padiglione che mi ha davvero sorpreso, facendomi venire voglia di partire per la Colombia. Terminata l’Esposizione Universale di Milano, il padiglione sarà smontato e, grazie alla sua struttura realizzata in legno carnico, senza colle e cemento, potrà essere riciclato e riutilizzato per future costruzioni in Italia. L’esperienza museografica continuerà in Colombia e all’estero con presentazioni per il pubblico durante eventi di promozione internazionale del Paese.

Il Belgio ha messo all’asta il proprio padiglione a partire da un’offerta di un milione di euro.

Kazakistan, Cina, Germania, Spagna, Thailandia, Qatar, Oman, Uruguay e Corea verranno rasi al suolo.

Ecuador, Argentina, Giappone, Vietnam e Nepal venderanno i materiali di cui sono composti.

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